Acquisire competenze digitali nei competence center

La corsa verso l’industria 4.0 è iniziata.

Redazione MondoPMI
0
0

L’intera Italia pronta ad acquisire competenze digitali, con gli atenei, da nord a sud, in prima fila. La corsa verso l’industria 4.0 passa anche attraverso la formazione di figure specializzate pronte ad innovare.

Si passa dalla robotica alla realtà virtuale, dall’additive manufacturing ai big data e all’internet of things per tutti gli atenei del nord Italia. Al sud invece gli atenei di Bari e Napoli si specializzeranno in nuovi materiali, robotica e cybersecurity. Il quadro dei competence center, a supporto dell’industria 4.0, si completa con queste specializzazioni, che verranno messe a disposizione della manifattura Italia per far acquisire competenze digitali maggiori al nostro paese. Questo percorso a dimostrazione del fatto che il ruolo dei competence center a supporto del piano industria 4.0 è fondamentale.

IL BANDO E LE CANDIDATURE

Annunciati con la presentazione del piano industria 4.0 nel settembre 2016, arrivano con un anno di ritardo i competence center. Il bando, che non prevede un numero massimo di competence center, aggiunge altri 10 milioni di euro ai 30 già previsti, portando a 40 milioni la dotazione economica per far acquisire competenze sull’industria 4.0 al nostro paese. Ai competence center selezionati verranno poi assegnati fondi pubblici per un massimo teorico di 7,5 milioni di finanziamento per singolo polo.

TiAnticipo_Chaplin_banner_728x90

Molti dei rettori dei vari istituti guardano prima di tutto alle vocazioni del territorio in cui si trovano, per cercare di fornire le competenze più adatte alla tipologia di imprese del territorio stesso. Il Veneto candiderà i suoi 9 atenei, con Padova al comando su tecnologie come social, mobile, analytics, cloud e internet of things. Al Sud invece dovrebbe nascere un super polo che unirà il Politecnico di Bari e il Federico II di Napoli specializzandosi in settori come la robotica e i nuovi materiali. Big data e grandi infrastrutture di calcolo invece colpiranno l’Università di Bologna, mentre l’Università di Genova punterà sulla cyber sicurezza e la protezione delle infrastrutture.

ACQUISIRE COMPETENZE DIGITALI: I SERVIZI ALLE IMPRESE

I competence center dovranno essere costituiti con un contratto in cui dovranno specificare l’attività, gli obiettivi strategici, il divieto di ripartizione degli utili e la previsione di un organo che agirà in rappresentanza delle imprese partner su procedure come l’accesso a garanzie sul credito o a strumenti per l’internazionalizzazione.

Le tre funzioni principali dei competence center al servizio delle imprese dovranno essere:

  • orientamento alle imprese, specialmente alle PMI, predisponendo strumenti volti a supportare le imprese nella crescita del livello digitale e tecnologico;
  • formazione alle imprese, promuovendo e diffondendo competenze in ambito industria 4.0 con attività di formazione in aula sulla linea produttiva e su applicazioni reali;
  • attuazione dei progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale attraverso azioni di stimolo alla domanda di innovazione delle imprese, in particolare delle PMI.

Perché tutto questo vada importo nel migliore dei modi servirà il coordinamento tra i competence center e i digital innovation hub e la partecipazione anche di attori diversi dalle università in grado di aiutare nella costruzione di un sistema 4.0 complessivo: agenzie per il lavoro, centri per l’impiego e centri di ricerca più piccoli, così da far acquisire competenze digitali necessarie al nostro paese per essere considerato veramente all’avanguardia.

Ti è piaciuto questo articolo? Nella nostra newsletter trovi tutte le notizie più interessanti della settimana per il Mondo delle PMI in unico contenitore.

>> Clicca qui per iscriverti <<

Image credit: shutterstock