Anche in Italia è arrivato il momento della manifattura smart

Redazione MondoPMI
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Cloud Manufacturing, Internet of Things, Big Data Analytics, Additive Manufacturing, Wearable Devices e Advanced Automation sono espressioni sconosciute a molti, ma sono destinati a diventare di uso comune per le aziende manifatturiere che vogliono innovare la propria struttura e dare un nuovo slancio alla produzione.

Secondo una ricerca dell’Osservatorio Smart Manufacturing della School of Management del Politecnico di Milano, infatti, l’Italia si avvia verso la quarta Rivoluzione Industriale proprio grazie a queste nuove tecnologie.

Sono già 135 le applicazioni che l’Osservatorio ha censito, con benefici tangibili riscontrati dalle 43 imprese che le hanno adottate in ambiti diversi del processo produttivo, la maggior parte delle quali fa riferimento alla Smart Executionovvero il cuore dell’attività dell’industria come produzione, logistica, manutenzione, qualità e sicurezza & compliance. Molti processi innovativi fanno poi capo all’area della Smart Integration, ovvero i processi che interagiscono in maniera diretta con la fabbrica, come new Product Development, Suppliers Relationship Management e i Product Lifecycle Management. A queste innovazioni contribuiscono in modo sostanziale tecnologie mature come Internet of Things e Big Data.

Lo Smart Manifacturing, quindi, consente di far lavorare in modo più intelligente e connesso le risorse dei processi industriali, portando efficienza, velocità e flessibilità, all’interno delle imprese manifatturiere evolute che hanno bisogno di recuperare competitività.

Secondo l’Osservatorio, comunque, in Italia c’è bisogno di un programma di azione coordinato per poter entrare realmente all’interno dei processi delle industrie del settore. Nei più grandi Paesi manifatturieri, infatti, lo Smart Manufacturing nasce dai grandi programmi di innovazione digitale nazionali, in cui vengono definite strategie, roadmap e criteri di unificazione attorno a cui sviluppare l’industria del futuro.

Il primo Governo a livello mondiale ad aver attivato questo tipo di programma è stato quello tedesco, che ha definito una strategia nazionale a sostegno della digitalizzazione della manifattura già nel 2011.

In Italia, invece, non esistono azioni governative, ma solo iniziative dal basso che comunque hanno dato qualche timido ma importante risultato. È il caso del “Cluster nazionale Fabbrica intelligente”,un’associazione senza fini di lucro che si è formata nel 2012  denominata con l’obiettivo di sviluppare ed indirizzare la trasformazione dell’industria, coinvolgendo imprese, università, centri di ricerca e associazioni di varia natura.

Considerando che l’Italia è la seconda manifattura d’Europea e che l’intero comparto insieme al suo indotto produce il 20% della ricchezza del Paese, è sempre più indispensabile un programma di azione comune che indirizzi l’intera politica manifatturiera verso l’adozione di sistemi che consentano un nuovo slancio innovativo nel settore.