Bitcoin: rischio o opportunità?

Con l'aumento degli scambi si accentua la necessità di una normativa.

Alberto Liviero
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Il Bitcoin nasce nel 2009 dall’ideatore Satoshi Nakamoto la cui vera identità rimane tuttora sconosciuta. Si pensa, infatti, che dietro a questo personaggio, con un nome di pura fantasia, in realtà ci siano le menti di più persone.

Bitcoin è una valuta a tutti gli effetti (valuta virtuale o cripto-valuta) ma, a differenze di tutte le altre valute in circolazione, non ha corso legale in quanto non è regolamenta da un ente centrale, ad esempio la BCE per l’Euro.

Ciò comporta un duplice rischio. Prima di tutto la strumentalizzazione di una valuta per operazioni illegali, per effetto della totale assenze di un organo di controllo e vigilanza, potendo inoltre, chi effettua transazioni, contare sull’assoluto anonimato. L’altro fattore è la volatilità della valuta con il rischio di trovarsi da un giorno all’altro un portafogli (virtuale) privo di valore.

Chiaramente bisogna anche distinguere tra le diverse modalità di utilizzo di questo innovativo strumento. L’uso del Bitcoin come forma d’investimento non sembra la modalità più ragionevole, in considerazione del fatto che con l’assenza di un ente controllore delle oscillazioni di valore. Diversamente, un utilizzo limitato all’acquisto di beni e servizi riduce quasi a zero la percentuale di rischio. Non è un caso che l’utilizzo principale del Bitcoin avviene nelle transazioni commerciali.

C’è però un altro aspetto importante: il vuoto normativo. Come spesso accade, ogni innovazione che fa breccia nel nostra paese si “scontra” contro un vuoto normativo. In più occasioni, e il bitcoin è una di queste, lo stato italiano si è mostrato tutt’altro che repentino nel legiferare le lacune su cui poggia il cambiamento. Se non altro possiamo trovare conforto nel fatto che anche altri paesi del vecchio continente navigano nelle nostre stesse acque, salvo poche eccezioni: Germania e Cipro. Da qualche anno la Germania ha riconosciuto il Bitcoin come unità di conto, assimilabile a tutti gli effetti ad uno strumento finanziario, mentre a Cipro la cripto-valuta è accettata già dal 2013 come mezzo di pagamento delle tasse dell’università di Nicosia.

Di certo, nonostante i mille dubbi e interrogativi che si porta dietro, l’innovazione passa anche dal sistema creditizio e monetario: il mercato del Bitcoin è in costante crescita e in molti credono nelle opportunità di questo strumento completamente trasparente, dove tutti possono conoscere e verificare le transazioni e che può per la prima volta mettere in discussione le funzioni delle banche centrali. Se la tendenza continuerà a rimanere tale, una normativa di riferimento ed omogenea a tutti i paesi dell’Unione Europea sarà più che mai indispensabile.

Image Credit: Shutterstock