Chiudere il sito aziendale ed aprire un blog: quando conviene?

Alessio Beltrami
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Un blog aziendale non è la versione economica di un sito.
Svolge una funzione diversa e ogni azienda – dalla piccola alla grande impresa – dovrebbe aver ben chiaro questo concetto. Non è quindi possibile stabilire a priori cosa sia meglio, è invece appropriato capire cosa possa essere davvero utile alle esigenze aziendali.
Per questo quando mi si chiede se un blog possa sostituire un sito aziendale non ho una risposta da dare a scatola chiusa. Oggi tenterò di ragionare con te su alcuni aspetti che determinano la scelta finale. Molte attività – prevalentemente micro e piccole attività – commettono un errore basilare di comunicazione: emulare ciò che fanno i colossi leader di mercato.
Questo quando parliamo di web si traduce in risultati deludenti e controproducenti per l’immagine dell’azienda stessa. In pratica finiscono col farsi male da soli per colpa di una comunicazione errata.

A cosa mi riferisco?

  • Al piccolo mobilificio di provincia che emula il catalogo online IKEA;
  • Alla gelateria che replica in maniera goffa il messaggio e l’approccio online di Grom;
  • All’agenzia immobiliare che tenta di replicare il motore di ricerca immobili dei grandi franchising immobiliari o dei grandi portali immobiliari;
  • Siti aziendali che generano risultati disastrosi

Il risultato di questi e altri casi analoghi è sotto gli occhi di ognuno di noi tutti i giorni. In queste situazioni dare la corretta visibilità al prodotto o al servizio richiede investimenti troppo alti per ottenere quel risultato finale apparentemente semplice, ma faticoso da raggiungere.

Inoltre in tutti questi casi spostare il focus sul prodotto è una strategia rischiosa perché nonostante l’impegno e la buona volontà il risultato avrà sempre il sapore di già visto, di brutta copia, di prodotto di Serie C e sai perché? Perché le grandi aziende che sanno fare marketing hanno risorse e know-how per creare la miglior percezione possibile dei loro prodotti e queste abilità e queste risorse mancano alla PMI.

La soluzione c’è e ci sei seduto sopra.

C’è una cosa che le grandi aziende non hanno e che solo tu hai.
Si tratta dei tuoi clienti, della tua esperienza, della tua storia, della tua visione del business e di ogni aspetto che riguardi il “come” fai le cose per risolvere un problema al cliente finale.

Questi argomenti sono la benzina di un blog aziendale di successo, sono ingredienti che non solo portano la comunicazione su un piano che sposta il focus dal prodotto, dal prezzo e dalle caratteristiche, ma lavorano sull’aspetto più importante: la costruzione della fiducia.

Portare i lettori a fidarsi di te in modo naturale con un blog

Avviene mettendoci la faccia (le tue idee, la tua immagine, la tua firma), facendo parlare i clienti soddisfatti (le loro storie e le loro testimonianze) e condividendo il tuo approccio al business che non è “qualità, cortesia e convenienza”, ma quello che fai a differenza dei competitor per risolvere il problema del tuo cliente.

In questi casi il blog vince sul sito e vince a occhi chiusi sui siti che sono la brutta copia dei siti delle grandi aziende. Per non parlare dei siti “cimitero”, ovvero dei contenitori vuoti con la tua ragione sociale, due note inutili “chi siamo” e nulla di più.

In questi casi chiudi il sito e punta sul blog.
Non è gratis, non è a impegno zero, ma garantisce risultati che non potrai mai ottenere con le forme classiche di comunicazione e marketing perché ottenere la fiducia del cliente è un processo delicato e la comunicazione che puoi costruire utilizzando in modo intelligente un blog lavora esattamente in questa direzione.

Articolo redatto da:

Alessio Beltrami

blogaziendali.com