Competence center: supporto alle imprese nell’industria 4.0

Per la crescita sarà necessario un piano traversale di sviluppo per una produzione industriale che porti innovazione anche in settori che finora non si sono distinti e specializzati.

Redazione MondoPMI
0
0
competence-center

Sono 60 i milioni di Euro a disposizione dei competence center dopo la Manovra Correttiva che ha stanziato ulteriori 30 milioni di Euro, oltre ai 30 già previsti dalla Legge di Stabilità per il triennio 2017-2019. L’incremento delle risorse assegnate servirà a migliorare la compensazione del gap tecnologico e digitale per le piccole e medie imprese, che avranno a disposizione strumenti per il trasferimento tecnologico, ricerca applicata e formazione sulle tecnologie avanzate e competenze necessarie. Questo sarà possibile attraverso i competence center, i quali avranno la funzione di raccordo tra le università e gli istituti che si occupano di ricerca legata alla tecnologia e le aziende che trasformeranno questa innovazione in prodotti.

Competence center: LE OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE ITALIANE

L’Italia occupa il secondo posto in Europa per produzione manifatturiera, preceduta solamente dalla Germania, ed il settimo posto a livello mondiale, secondo i dati forniti dal Centro Studi di Confindustria per il 2016. Questi risultati potrebbero raggiungere dei miglioramenti sfruttando le opportunità dell’industria 4.0, attraverso un piano traversale di sviluppo per una produzione industriale che porti innovazione anche in settori che finora non si sono distinti e specializzati. Per questo gli istituti accademici e di ricerca dovranno sostenere lo sviluppo di un tessuto di piccole e medie imprese, dove questo non sia ancora produttivo.

[BannerArticolo]

Le funzioni dei competence center saranno molto specifiche, e nella fattispecie:

  • diffusione della conoscenza riguardo l’industria 4.0;
  • supporto alle imprese per la valutazione della propria maturità digitale e individuazione dei piani di intervento;
  • rafforzamento e diffusione delle competenze;
  • orientamento delle imprese verso strutture di supporto alla trasformazione digitale e trasferimento tecnologico;
  • progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

I competence center inoltre aiuteranno le imprese anche con forme di partecipazione pubblico –privato: qualora un investitore vedesse un ritorno economico sull’intera filiera produttiva potrà compartecipare all’investimento pubblico, garantendo maggiori risorse per lo sviluppo e facendo da collegamento tra i soggetti coinvolti.

Nel territorio italiano, i competence center nasceranno presso:

  • il Politecnico di Bari;
  • l’Università Federico II di Napoli in coordinamento con gli altri atenei campani;
  • l’Università di Bologna, con specializzazione per la meccatronica;
  • il politecnico di Milano;
  • il politecnico di Torino; la Scuola Sant’Anna di Pisa, in partnership con la Scuola Normale Superiore;
  • una rete delle università del Triveneto coordinate dall’Università di Padova.

Ti è piaciuto questo articolo? Nella nostra newsletter trovi tutte le notizie più interessanti della settimana per il Mondo delle PMI in unico contenitore.

>> Clicca qui per iscriverti <<

Image credit: shutterstock