Cresce il settore del Crowdinvesting in Italia – i dati

Equity e Lending Crowdfunding, Invoice Trading

Redazione MondoPMI
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crowdinvesting

L’Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano ha pubblicato il suo rapporto sul settore dell’investimento diffuso a mezzo web; i dati ci mostrano un settore in rapidissima crescita, nel quale i valori assoluti rimangono ancora ridotti, ma l’outlook è positivo.

Sotto il nome di Crowdinvesting vanno tutte le modalità di investimento che implicano l’adesione ad una raccolta di risorse attraverso il web, e nella fattispecie attraverso piattaforme abilitanti su internet. L’adesione può essere fatta da singoli o da istituzioni, che scelgono un taglio per il proprio investimento e concorrono al raggiungimento della somma complessiva fissata per la raccolta.

Il Crowdinvesting ha diverse facce, e non tutte sono relative all’investimento a fini imprenditoriali; esistono infatti piattaforme che raccolgono fondi senza finalità di lucro. L’Osservatorio del PoliMI si interessa però soltanto di quelle legate al business. Queste sono essenzialmente di 3 categorie:

  • Equity Crowdfunding: riguarda la sottoscrizione di titoli che partecipano al capitale di una società
  • Lending Crowdfunding: riguarda il prestito di denaro a persone o aziende, in cambio di una remunerazione del capitale a tasso di interesse
  • Invoice Trading: riguarda la cessione di fatture commerciali

L’Equity Crowdfunding vede dunque imprese mettere a disposizione quote del proprio capitale sociale su di una piattaforma web.

Nel Lending Crowdfunding, la piattaforma agisce da intermediario tra aziende o persone che necessitano di liquidità, e singoli o istituzioni che possono metterla a disposizione. Il vantaggio di questo sistema per chi prende a prestito è nella rapidità della procedura, che però corrisponde normalmente a tassi di interesse più alti rispetto al sistema del credito. La piattaforma può anche attribuire un rating al richiedente prestito, ed applicare tassi di interesse crescenti all’aumentare del rischio di insolvenza. La cosa positiva su questo fronte è che comunque la piattaforma “spezzetterà” il prestito, ripartendone il rischio su di un numero elevato di prestatori.

Nell’Invoice Trading il meccanismo applicato è quello noto dello sconto fatture, con la differenza che anziché a una banca o a una società di factoring, la fattura sarà ceduta alla piattaforma; allo stesso modo, il capitale con cui verrà scontata la fattura sarà quello immesso dagli aderenti alla piattaforma

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Crowdinvesting: i numeri

Per l’Equity Crowdfunding, in Italia a fine giugno 2017 erano attivi 19 portali. Il numero non cambia rispetto allo scorso anno, per l’effetto combinato di chiusure e nuove aperture; quello che cresce è il numero di campagne di raccolta: a fine giugno 2016 erano 48, oggi sono 109. La raccolta totale dal 2012 ammonta a 12,4 milioni di euro, ma 6,85 di questi sono arrivati nell’anno in corso.

Per il Lending Crowdfunding le piattaforme sono raddoppiate: erano 3 nel 2016, mentre ora se ne contano 6. La raccolta ad oggi è di 88,5 milioni di euro, ma 55,6 sono quelli ascrivibili all’ultimo anno

Anche l’Invoice Trading cresce in modo rapido: l’anno scorso esisteva una sola piattaforma in Italia, mentre oggi se ne contano 4. Aumenti sostenuti anche per la raccolta, che ammontava a circa 10 milioni un anno fa, e si porta invece ad 88,5 a fine giugno 2017. Le fatture scambiate su queste piattaforme sono passate da 220 a più di 2000 in un solo anno.

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Image credit: shutterstock