Crowdfunding in Italia, ecco alcuni dati

Secondo il report del Politecnico di Milano il mercato è in crescita.

Redazione MondoPMI
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Negli ultimi anni si parla sempre più di crowdfunding, la pratica che consente di attirare finanziamenti in rete.

È una grande opportunità per tutti quei progetti innovativi e meritevoli che senza budget non potrebbero altrimenti venire alla luce. Tutti gli utenti possono diventare investitori e favorire un’idea che apprezzano o in cui credono, anche con una minima somma. In questo modo viene scardinata la classica forma di finanziamento a cifra unica, per passare al modello della coda lunga, in cui molte persone contribuiscono con importi esigui.

Non è molto diverso dalla classica “colletta”, che grazie ad internet abbatte drasticamente sia i costi di diffusione delle informazioni, che quelli transazionali grazie allo sviluppo dei metodi di pagamento elettronico (es Paypal).

La dimensione social ha inoltre contribuito a coinvolgere collettivamente i finanziatori, che oltre a fornire il capitale possono dare valore aggiunto al progetto con consigli e idee, secondo la logica del crowdsourcing, in cui il pubblico è sempre più al centro del processo produttivo.

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L’Osservatorio sul Crowdfunding della School of Management del Politecnico di Milano, ha diffuso un report approfondito con la prima fotografia della situazione italiana, che, nonostante un ritardo rispetto agli altri paesi europei, segnala potenzialità che attendono solo un cambiamento di mentalità e l’aggiornamento delle strutture tecnologiche per esplodere.

Lo scarso sviluppo del crowdfunding in Italia è infatti dovuto principalmente a due limiti:

  • normativi: il sistema era illegale fino a pochi anni fa
  • culturali: la diffusione di internet è ancora ridotta in molte fasce della popolazione che potrebbero contribuire.

Per connettere l’ideatore del progetto con il pubblico investitore, sono nate diverse piattaforme in cui è possibile consultare le proposte e finanziarle con un click. La prima piattaforma di finanziamento in Italia è stata Produzioni dal Basso nata nel 2005, ma già alla fine dello stesso anno i siti dedicati erano 82, di cui 69 attivi e 13 in fase di lancio, un numero raddoppiato rispetto al 2014.

I progetti sottoposti alle piattaforme italiane risultano attualmente essere più di 100.000 ma quelli effettivamente pubblicati sono stati 21.384. L’81% di questi si pone un obiettivo di raccolta inferiore a € 10.000. A livello mondiale questa industria ha raggiunto livelli non più trascurabili, da tenere d’occhio per le ingenti risorse che è in grado di catalizzare.

Image Credit: shutterstock