Decreto Sblocca Italia: perché secondo Squinzi non basta

Redazione MondoPMI
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Approvato in Consiglio dei Ministri il decreto Sblocca Italia che prevede lo sblocco di grandi opere e alcuni snellimenti burocratici per agevolare la ripresa economica.

Si tratta di un provvedimento fortemente voluto dal Governo di Matteo Renzi, con risorse già stanziate che punta a rendere più efficiente la macchina della giustizia, far ripartire l’economia del paese e snellire le procedure in materia di appalti pubblici.

Una manovra che arriva in un momento particolarmente delicato per l’economia italiana, dopo i recenti dati ISTAT su economia e lavoro, arriva la fotografia di Confindustria che evidenzia la situazione drammatica delle imprese e – di conseguenza – del Paese. Tra i dati da segnalare:

  • -24% volume di produzione;
  • -15% capacità produttiva;
  • – 1 milione di posti di lavoro;
  • 43% disoccupazione giovanile.

A fronte di questo scenario arrivano le considerazioni di Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria, che durante il confronto con il ministro Graziano Del Rio sul palco della Festa dell’Unità, ha evidenziato la necessità di un progetto a medio lungo termine per il Paese che metta in conto sacrifici importanti per tutti.

Secondo Squinzi i contenuti del provvedimento Sblocca Italia sono condivisibili, ma le risorse stanziate non sono sufficienti per far ripartire in fretta l’economia italiana, che ha bisogno di accesso al credito, sgravi alla ricerca e innovazione per stimolare gli investimenti delle imprese.

Sul bonus di 80 euro ha ribadito lo scarso effetto sui consumi: “sarebbe stato meglio investire i circa 10 miliardi sul taglio al cuneo fiscale, che non vuol dire abbassare i salari, come qualcuno ha voluto dire e lo stesso presidente del Consiglio ha ipotizzato, noi vogliamo incrementarli, i salari, non diminuirli, e creare lavoro“.

La politica deve accelerare, secondo il leader di Confindustria, pensare alle prossime generazioni ed intervenire sui temi della magistratura, del fisco e del pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, ad oggi infatti sono stati pagati solo 26 miliardi alle Piccole Medie Imprese.

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