Esmach: PMI al servizio della panificazione

Studio Baldassi
0
0

Oggi per la rubrica FuturoPMI parliamo di Esmach S.r.l., Piccola Media Impresa artigiana al servizio della panificazione. L’azienda veneta si occupa da oltre 40 anni di macchine impastatrici, frighi e forni per fornai e pasticceri con l’obiettivo di stimolare chiunque lavori con passione, entusiasmo e tenacia in questo settore.

Come innovare il mondo artigianale senza mettere in disparte la tradizione? Abbiamo intervistato Luciano Delpozzo, CEO dell’azienda, che ci ha raccontato l’organizzazione e l’approccio di Esmach.

Quarant’anni di innovazione continua, know-how e tecnologia al servizio dell’attività dei fornai: sono questi i fattori che hanno determinato il vostro successo?

La qualità, la costanza, la serietà ed il mantener fede agli impegni sono stati i fattori critici di successo. Gli ingegneri hanno saputo coniugare innovazione tecnologica, tecnologia di produzione e feedback dei tecnici del service, senza soluzione di continuità. Ma con approccio verticale sul problema, tipico dell’artigiano.

Quali sono i principali punti di forza dei vostri prodotti? Cosa vi rende unici rispetto ai vostri competitor?

Affrontiamo l’ingegneria di prodotto in modo radicalmente diverso dal passato. Per la nuova impastatrice, ad esempio, abbiamo rivisto tutto partendo dalla qualità in termini di Tempo di impasto, di Sicurezza e Igiene, Ergonomia, Funzionalità , Flessibilità  ed Accessori. Ovviamente, anche il suo Design è un fattore distintivo rispetto al benchmark. Tutte insieme, queste caratteristiche, costituiscono la unique selling proposition di questa macchina.

Sicuramente la struttura organizzativa che abbiamo ridisegnato negli ultimi tre anni è uno dei fattori critici di successo: se compro Esmach devo  trovare servizio e risposte. Dopo aver rivisto tutti i flussi ed il lay-out di fabbrica, stiamo cercando di introdurre logiche lean a tutti i livelli, dal design-to-manufacture al design-to-serve per cominciare.

Tra le altre cose siete famosi per offrire una soluzione commerciale innovativa: proponete in 32mq un laboratorio completo di panificazione. Da cosa nasce questa esigenza?

Il panificio tradizionale è in crisi per problemi di successione, di identità e per mancanza di studio e progettazione di offerta alla domanda che è cambiata. Abbiamo studiato un format di panetteria 2.0: 32 mq di laboratorio dinamico per sfornare pane e derivati della farina a lievitazione naturale in soli 30 minuti. Ci siamo ispirati al binomio SlowFood-Eataly, agli insegnamenti di Petrini, alla straordinaria verve di Farinetti.  Il processo di educazione del gusto messo in piedi da Petrini con SlowFood è straordinario anche per EsmachLab, se si pensa che i suoi prodotti sono fatti solo con lievito naturale. Inoltre, stiamo cercando di mettere bene in vista le opportunità di mercato per un progetto di produzione del pane con rifornimento continuo della vendita in base ai momenti della giornata: brioches, pane, pizza e focaccia, dalla colazione all’aperitivo, dalle 7 alle 20. Produzione continua, dalle 6 alle 18, altro che dalle 1 alle 9 come da tradizione. Investimento inferiore a 150 mila €, formazione in Esmach ed assistenza all’avviamento. Ideale per l’apertura di un nuovo segmento di mercato con nuovi clienti target: esodati, neo laureati, neo diplomati e imprenditori. Gente che ama stare al mondo e trasformare il lavoro in passione, a contatto con la clientela, usando i social per comunicare, apprendere ed evolvere. Gente che ha capito che il lavoro non è garantito ma si crea. Tutta roba da gente in gamba!

Tra il 2010 e 2011 avete apportato delle modifiche alla vostra comunicazione attraverso un nuovo logo e una pagina Facebook dedicata al vostro brand. Cosa vi ha spinto ad evolvervi verso queste attività?

Il nuovo logo e l’immagine coordinata che ne è conseguita è stato il passo iniziale, e aggiungo, fondamentale, per comunicare la nuova mission di Esmach. Il nostro vecchio marchio portava con se alcuni punti di forza ma anche di debolezza, in quanto mancava di personalità e non consentiva di sostenere in pieno l’autonomia operativa e l’originalità della soluzione offerta da Esmach, in quanto logo tipo e simbolo altro non erano che l’estensione in Italia di quelli di Bongard, a cui Esmach, appunto, appartiene.

“Costruire e fornire le migliori attrezzature evitando danni inutili al mondo ed utilizzare il business per trovare soluzioni sostenibili per i prodotti da forno” è la mission dell’azienda, che ritroviamo nello yin yang stilizzato del nuovo simbolo Esmach. La circolarità si rifà al movimento delle impastatrici ed al flusso della pasta nelle formatrici, i colori sono caldi e naturali – si ispirano alla sensibilità dell’azienda nei confronti dell’ambiente e dei suoi uomini ed alle materie prime utilizzate in panificazione: acqua, grano, lievito e sale. Esso è stato declinato in tutti gli aspetti di comunicazione dell’azienda secondo un percorso ben definito che ha portato al re-design dei prodotti in chiave coordinata. Intendiamo il design di prodotto come la comunicazione visiva del pensiero, del ragionamento che ha dato vita ad un prodotto ed ai suoi plus. In estrema sintesi, il nuovo brand  è il veicolo della rinnovata filosofia aziendale.

Il nuovo marchio è stato il volano di comunicazione del cambiamento culturale e strategico di Esmach, e che ha permesso all’azienda di affrancarsi dall’omologazione caratterizzante il mercato di riferimento. Facebook in primis ed i social in senso lato sono una diretta conseguenza, per stare al passo con il mondo che cambia. Non più quindi comunicazione statica ma dinamica, giovane e diretta. Senza paura per la trasparenza del 2.0.

Ultima domanda: oggi molte Piccole Medie Imprese sono in difficoltà a causa della crisi. Quali consigli si sente di dare agli imprenditori per superare tale momento di sconforto?

Esmach è un’azienda in cui si pensa, si ragiona e si progetta, staccandosi dal resto della concorrenza: per struttura organizzativa,  per vocazione al cambiamento e per attenzione alle evoluzioni del mercato globale. Bisogna mantenere i nervi saldi ed avere il coraggio di credere nei propri ideali e perseguire gli obiettivi. Anche i nostri mercati di riferimento sono in crisi (Italia e Francia), così come lo è il segmento artigiano in cui siamo più forti. Ci siamo focalizzati sui paesi anglo sassoni e quelli dell’Asia Pacifico, abbiamo investito in formazione interna ed aperto il laboratorio aziendale al mondo esterno, tracciando nuove direttrici di sviluppo.