Fatturazione elettronica: incentivi per la messa in pratica

Redazione MondoPMI
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La scelta di inviare fatture e corrispettivi all’Agenzia delle Entrate per via elettronica, tra le altre cose, prevede a titolo di incentivo la riduzione dei limiti per la notifica degli accertamenti. La fatturazione elettronica non è però sufficiente, è infatti indispensabile accettare la tracciabilità finanziaria, anche se i dettagli non sono ancora noti.

Il Governo ha approvato in via preliminare il decreto legge lo scorso 21 Aprile che contiene disposizioni che riguardano la trasmissione elettronica di operazioni Iva, allo scopo di diffondere maggiormente lo strumento della fatturazione elettronica, in modo da favorire il reperimento di informazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate così da mettere in pratica in maniera più incisiva la lotta al fardello dell’evasione fiscale.

Tali disposizioni prevedono la possibilità per i soggetti passivi dell’Iva, di usufruire di servizi informatici per la generazione, invio e conservazione di fatture elettroniche. È altresì possibile, per le operazioni rilevanti al fine dell’imposta che saranno effettuate dal 1 Gennaio 2017, scegliere la trasmissione elettronica all’Agenzia delle Entrate delle fatture (sia emesse che ricevute).

Sempre a partire dal 2017, esiste la possibilità, per i soggetti passivi che effettuano le operazioni indicate nell’articolo 22 del D.P.R. n. 633/1972 (cessione di beni e prestazione di servizi che non necessitano obbligatoriamente della fatturazione), di salvare ed inviare telematicamente i dati dei corrispettivi giornalieri. Per coloro che vendono tramite distributore automatico sarà obbligatorio questo adempimento.

Per promuovere l’utilizzo della fatturazione elettronica sono previsti anche alcuni incentivi: viene eliminato l’obbligo di presentare il cosiddetto “spesometro”; viene eliminata anche la comunicazione di operazioni con Paesi appartenenti alla “black list”; infine, non è più obbligatoria la presentazione del modello Intrastat.

Vengono eseguiti in via prioritaria (3 mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale) i rimborsi con riferimento all’articolo 30 del D.P.R. n. 633/1972.

Infine viene ridotto di un anno il termine ultimo art. 57 comma 1 D.P.R. n. 633/1972 e art. 43 comma 1 D.P.R. n.600/1973.