Giovani e lavoro: le lauree dei nuovi imprenditori under 35

Studio Baldassi
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Molti giovani in questo periodo sono costretti, per vocazione o per necessità, ad inventarsi un lavoro. Questo non significa adattarsi ad un mercato sempre più inceppato, ma costruire la propria professionalità giorno per giorno cercando nicchie e nuove aree di business dove fare impresa.

La laurea è sicuramente una prerogativa importante per i giovani imprenditori, i quali però sviluppano percorsi ed esperienze eterogenei.

L’autoimprenditorialità scavalca quindi i fossati delle facoltà universitarie e, se da un lato aumentano lentamente le imprese giovanili guidate da under 35, d’altro canto il rapporto Giovani, Imprese e Lavoro di Unioncamere sottolinea il diverso background dei nuovi dei nuovi startupper. Nel dettaglio alcuni dati significativi.

  • Titolo di Laurea: secondo lo studio il 40% dei laureati è interessato alle startup, contro il 25% dei diplomati. Per quanto riguarda le facoltà, gli under 35 inattivi che hanno scelto il lavoro indipendente provengono principalmente da Giurisprudenza (40%), Scienze Sociali, Lingue e Studi Umanistici (30%) ed Economia (25%). Dati che sembrano sfatare lo stereotipo della corrispondenza perfetta tra studi universitari e occasioni lavorative.
  • Settori: la spinta innovativa si fa sentire anche in settori collaudati come l’edilizia dove le giovani imprese si cimentano con il green building e tecniche di costruzione a impatto zero. Cresce l’impatto di realtà imprenditoriali under 35 in settori avanzati come: informazione ed informatica, software e consulenza, marketing e pubblicità.

Le “imprese giovani” guardano con favore al made in Italy, in comparti favorevoli come l’alimentare, l’abbigliamento e il turismo, che secondo Unioncamere, è composto per il 14,7% da realtà con un organico tra i 18 e i 34 anni d’età.