Gli interventi per la crescita delle PMI: il piano del Ministro Passera

Studio Baldassi
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Lo scorso venerdì il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha presentato al governo il proprio Piano per la crescita. Gli interventi proposti rappresentano la cosiddetta “fase due” dell’azione dell’esecutivo che, dopo aver emanato le norme per il riordino dei conti statali, stanno operando per invertire il trend di stagnazione economica all’interno del quale competono le aziende nazionali.

Il dossier del Ministro si articola su diversi punti, alcuni dedicati al contesto produttivo nazionale:

  • Infrastrutture. Sono in arrivo 15 miliardi a sostegno della realizzazione delle grandi opere, seguiti da incentivi agli strumenti di partecipazione al finanziamento, come ad esempio i project bond. Nonostante le anticipazioni di stampa che la davano per certa, è esclusa dalle novità la defiscalizzazione dell’IVA per l’investimento privato alle opere infrastrutturali.
  • Digitalizzazione del Paese (Agenda digitale). Il piano di informatizzazione era già stato previsto lo scorso luglio, ma mai discusso a causa della concomitanza con altri lavori parlamentari. Il decreto “Digitalia” vedrà la luce nelle prossime settimane e mira in particolar modo ad aumentare l’adozione di strumenti tecnici al fine di portare la banda internet disponibile a 2 Megabit entro il 2013, per passare a 20 entro il 2020 sull’intero territorio nazionale. Inoltre, l’obiettivo del governo è quello di studiare degli sgravi fiscali per l’e-commerce, migliorare l’e-governament e sostenere le smart-communities.
  • Start-up. Verranno incentivate le imprese innovative attraverso l’istituzione di un fondo unico a sostegno del Venture capital con probabili misure a favore delle aziende agricole e agroindustriali.
  • PMI. Prevista per l’autunno la Legge annuale per la Piccola Media Impresa dedicata in particolare ai temi del rafforzamento e della crescita, con focus dedicato anche ai temi delle reti d’impresa.
  • Energia. Il governo si è posto l’obiettivo di approvare entro l’anno la Strategia Energetica Nazionale (SEN) orientata alla riduzione dei costi di utilizzo per i cittadini e le imprese, l’incremento della sicurezza e crescita economica generata dalle fonti nazionali.