I vantaggi dell’Internazionalizzazione per le PMI italiane

Redazione MondoPMI
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Crescere significa anche superare i propri orizzonti, per guardare ai mercati oltre il confine nazionale. Fuori dal nostro paese esistono grandi opportunità per le Piccole Medie Imprese italiane, per sviluppare e coltivare il proprio business. Questo non significa solo trasferirsi all’estero o delocalizzare ma aprirsi all’internazionalizzazione.

Cosa significa?

Costruire distretti, reti d’imprese e creare partnership con imprese Italiane già presenti all’estero può favorire innovazione di processo, insediamento nel territorio e sostegno al business. Al contempo, aprire il mercato alle esportazioni permette di raggiungere nuove aree del mondo potenzialmente interessate al prodotto. Per sostenere il made in Italy è necessario che le piccole medie imprese italiane, vera spina dorsale della nostra economia, esportino all’esterno le loro competenze guardando i mercati emergenti con apposite strategie di espansione commerciale senza snaturare valori e asset competitivi. Le PMI saranno dunque chiamate a risolvere una serie di problematiche, quali:

  • garantire un presidio diretto. Localizzare sedi e rete commerciale in modo strategico all’interno del mercato che si vuole coprire, per soddisfare i clienti presenti in altre parti del mondo;
  • adattare il prodotto al nuovo mercato. Questo non significa snaturare il prodotto oppure il core business, ma andare incontro a nuovi potenziali target, adeguando l’offerta e la comunicazione dedicata, alla domanda specifica;
  • mantenere la propria identità. Il valore delle aziende italiane è racchiuso nella loro storia, fatta di sacrificio, dedizione e innovazione. Un racconto da preservare e comunicare – con strumenti adatti – anche nei nuovi mercati;
  • promuovere il made in Italy. Esportare il modello “impresa Italia” all’estero, con prodotti, servizi e sistemi organizzativi, tipici del nostro paese, influenzando i mercati esteri attraverso il presidio del territorio.

All’interno di un contesto ancora troppo frammentato, si ha l’impressione di una scarsa attenzione da parte dalle istituzioni verso il coinvolgimento e la cooperazione con le PMI italiane residenti all’estero. Un difetto strategico interno ma anche Europeo, dato che non ne tengono conto né l’Atto Europeo per le Piccole Imprese (Small Business Act), in vigore dal 2008, né le successive modificazioni istituzionali per migliorare le iniziative di internazionalizzazione. Secondo Unioncamere, sebbene più di 70.000 imprese dispongono di prodotti e strategie per varcare i confini nazionali, la maggioranza non ha ancora intrapreso questa strada.

Per queste realtà sono stati realizzati 105 Sportelli per l’internazionalizzazione presso le Camere di Commercio, presentati recentemente dal Ministro dello Sviluppo economico uscente, Corrado Passera, e dal presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. Un’innovazione necessaria per favorire l’insediamento e la crescita delle PMI all’estero. Il servizio garantirà un team di oltre 30 esperti, pronti a rispondere alle domande delle imprese, mettere a punto piani economici, fornire loro documenti e certificazioni.

Una serie di documenti informativi verranno messi a disposizione sul sito, successivamente la creazione di una piattaforma informatica comune per integrare i vari sportelli e servizi, faciliterà l’accesso e riducendo la burocrazia.

Questo servizio, assieme ai 10 milioni messi a disposizione per le PMI dal Ministero dello Sviluppo Economico, segna un sostanziale passo in avanti verso lo sviluppo e l’internazionalizzazione e delle imprese italiane che investono all’estero.