Il futuro del lavoro tra robot, algoritmi e AI

I lavoratori dovranno manifestare creatività, pensiero critico, inventiva e multitasking.

Redazione MondoPMI
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Il futuro del lavoro nella c.d “Quarta Rivoluzione Industriale” è stato il tema centrale del World Economic Forum di Davos in Svizzera. Dopo le tre rivoluzioni passate legate alla macchina a vapore prima e all’elettricità ed informatica dopo, è in atto una nuova rivoluzione che vede protagonisti robot, algoritmi ed intelligenza artificiale. Questa tematica è al centro anche dell’infografica dal titolo “Il futuro del lavoro. La quarta rivoluzione industriale” presentata da Recovery Data, azienda che si occupa del recupero di dati da hard disk danneggiati.

LA SITUAZIONE ATTUALE

Recovery Data parte da un’analisi della situazione attuale: il 45% dei lavori svolti dalle persone può essere svolto in autonomia da tecnologie già presenti sul mercato. L’Italia, attualmente, risulta il Paese meno automatizzato nello svolgimento di lavori che potrebbero essere assegnati a tecnologie sviluppate: sono solo 130 i robot presenti ogni 10.000 abitanti, contro i 480 della Corea del Sud, i 310 del Giappone e i 290 della Germania. I settori attualmente più automatizzati sono:

  • automobilistico;
  • elettronica;
  • metallurgia;
  • chimico plastico;
  • alimentare.

Il Giappone è il Paese pioniere in questo ambito, con la prima azienda completamente automatizzata che conta meno di 5 esseri umani impiegati e una produzione giornaliera che è passata da 21.000 a 50.000 unità.

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IL FUTURO

Nei prossimi 5-10 anni saranno circa 7 milioni i posti di lavoro a rischio: la manodopera verrà sostituita da macchine e robot. Questo dato verrà accompagnato però da circa 2 milioni di nuovi posti di lavoro che si creeranno nello stesso arco temporale. Si tratta di tipologie di lavoro ancora ignote, le previsioni infatti dicono che le generazioni Z, ovvero nate tra il 1995 a il 2010, svolgeranno lavori che ancora non esistono (circa il 65% dei posti di lavoro). L’80% del personale non verrà però licenziato ma sarà necessario un cambio nelle competenze del capitale umano, la cosiddetta “Skill revolution” che vedrà un’inversione di tendenza in materia. I lavoratori infatti dovranno manifestare creatività, pensiero critico, inventiva e multitasking al contrario delle richieste del mercato giunte fino ad oggi e che vedono la dominanza di manualità, abitudine e ripetitività.

Ecco dunque che nel futuro dominato da macchine e robot, esistono opportunità che consentono di mantenere alte le probabilità di non perdere il proprio posto di lavoro: sarà fondamentale avere un approccio creativo ed incrementare le proprie competenze per evitare di essere rimpiazzati dalle nuove tecnologie.

Per approfondire l’argomento, puoi visualizzare l’infografica completa sul sito ufficiale Recovery Data.

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Image credit: shutterstock