Il sito web di una PMI: come capire se performa davvero

4 consigli per ottimizzare i risultati del vostro sito web

Redazione MondoPMI
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Performance sito web

Stare al passo con i tempi. Le piccole e medie imprese italiane, oggi, non possono più prescindere dallo sfruttare la spinta della digital economy. Ecco perché addentrarsi nel mondo digital e decidere ad esempio di creare (o rinfrescare) il sito web aziendale è una decisione strategica che, se condotta nel modo corretto, porta risultati positivi in termini di affidabilità, credibilità e professionalità.
Per una PMI, infatti, avere un sito web significa riuscire a farsi trovare H24 da clienti attuali e potenziali, a stimolare il loro interesse verso l’attività e a consolidare la propria reputazione.

Per partire con il piede giusto, un sito web deve:

  • essere facilmente navigabile e intuitivo;
  • avere obiettivi di comunicazione specifici che consentano al target di reperire in modo chiaro tutte le informazioni di cui è alla ricerca;
  • avere un aspetto grafico curato e ingaggiante che non ne intralci la navigabilità, ma al contrario ne sia al servizio e concorra al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Come capire se un sito web è performante

Una volta che il sito è online, però, come si può capire se performa davvero?

Innanzitutto, deve avere un buon posizionamento nei motori di ricerca perché significa che è in grado di rispondere in modo pertinente alle esigenze informative dell’utente.

Ma come si può migliorare il ranking del proprio sito web? Adottando strategie e pratiche di SEO (Search Engine Optimization), la disciplina che ha l’obiettivo di ottimizzare l’acquisizione del traffico proveniente dai motori di ricerca posizionando il sito web il più in alto possibile tra i risultati, sulla base dell’analisi delle parole chiave che le persone usano per trovare risposte alle proprie domande e che dovranno, dunque, contraddistinguere il contenuto presente all’interno del sito stesso.

In secondo luogo, un sito web ben performante permette all’utente che vi atterra di raggiungere la conversione. Cosa significa? Che l’utente riesce a conseguire, in modo semplice, il suo obiettivo finale di ricerca. In linea di massima, quest’ultimo dovrebbe coincidere anche con quelli che sono i risultati che la PMI stessa si aspetta di ottenere dal suo sito web come, per esempio, l’aumento del tasso di vendita o la raccolta di contatti commerciali. A parità di traffico, si può aumentare il tasso di conversione del sito ricorrendo a strategie e pratiche di CRO (Conversion Rate Optimization), la disciplina che ha l’obiettivo di ottimizzare gli elementi del sito web per massimizzare le azioni che gli utenti vi eseguono.

Banca IFIS Impresa

È assai importante, poi, collegare ogni sito web alla dashboard di Google Analytics, uno strumento che permette di raccogliere metriche che aiutano a capire l’efficacia delle attività di SEO e CRO. Analytics contiene una vasta gamma di indicatori (KPI – Key Performance Indicator), ma non ce n’è uno “giusto” o “sbagliato” da utilizzare: l’analisi deve sempre essere contestualizzata con la tipologia di sito web e gli obiettivi delle singole pagine che lo compongono.
Infine, è bene ribadire un tema che è comunque collegato a quanto detto precedentemente: visto che stiamo vivendo in un’epoca frenetica e non fruiamo più i contenuti solo da desktop, un sito web ben performante deve avere pagine web che si caricano velocemente e che sono responsive per dispositivi tablet e mobile.

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Image credit: shutterstock