Lavoro nell’informatica: aumenta la richiesta nel settore

Gli specialisti delle professioni informatiche sono tra i più ricercati

Redazione MondoPMI
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Con la crescita positiva dell’occupazione in Italia molte sono le richieste di professionisti per i diversi settori. Ora anche chi cerca lavoro nell’informatica ha buonissime possibilità di firmare un contratto d’assunzione. Per mantenersi al passo con i tempi la maggior parte delle imprese si sta digitalizzando, sia per quanto riguarda i sistemi di produzione sia sotto il punto di vista burocratico. Tra il 2012 e il 2016 il passaggio sempre più sostanzioso alla digitalizzazione ha dato il via ad una forte crescita tra le professioni informatiche. All’interno di questo settore negli ultimi quattro anni è stato infatti registrato un aumento di 68mila unità. Ancora una volta il futuro di queste professioni passa dalla formazione e dalla specializzazione, necessarie a fronteggiare la disoccupazione dovuta al passaggio verso la digitalizzazione.

A delineare un primo quadro generale sulla situazione è stato l’osservatorio statistico dei consulenti del lavoro. Dai dati raccolti fino ad ora è emerso che le unità di lavoratori sono aumentate nel seguente modo:

  • +23mila unità per analisti e progettisti di software (nella maggior parte dei casi esterni all’azienda)
  • +14mila unità per tecnici programmatori
  • +13,8mila unità per esperti in applicazioni
  • +6,7mila unità per progettisti e amministratori di sistemi
  • +6,5mila unità per ricercatori e tecnici laureati in scienze matematiche e dell’informazione.

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Non a caso le figure più ricercate sono state quelle dell’analista e quella del progettista di software, oltre ad un numero consistente di tecnici del made in Italy. Questi ultimi richiesti per la valorizzazione sul piano online dei prodotti di qualità all’interno del mercato estero.

Alla base di tutto ciò l’obiettivo principale sta non tanto nell’attenzione del mantenimento dei posti di lavoro ma nell’innovazione delle competenze richieste.

La ricerca di personale addetto a mansioni standardizzate è infatti meno consistente rispetto al passato.

L’osservatorio, nello stilare quanto riportato dalla ricerca, si è basato sui dati raccolti da Inapp e Istat e sui dati relativi alle assunzioni e le conclusioni di rapporti lavorativi del Ministero del Lavoro. Quanto emerso fornisce un resoconto per quello che concerne l’automazione, la ripetitività di un’attività e i contenuti di innovazione. Importante è il fattore che coinvolge autonomia e creatività in grado di creare un certo livello di competizione e attuare l’innovazione dei processi produttivi.

Anche il sistema di navigazione sul web ha messo in luce inoltre che circa la metà degli analisti e dei progettisti software sono richiesti in Lombardia (ben 10mila di 23mila totali). Mentre per la regione del Lazio si è osservata la più grande concentrazione di progettisti e analisti di sistemi (2.500 di circa 7mila).

Il nuovo assetto dei mercati mondiali richiede competenze trasversali e una continua formazione per far sì che vi sia un costante investimento nel capitale umano, preparato anche a livello digitale. Proprio per questo da un po’ di tempo vengono impiegati più fondi per nuovi strumenti informatici a servizio dei dipendenti e per la loro crescita professionale in questo campo.

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Image credit: shutterstock