Le PMI e l’e-commerce: previsioni di crescita?

Studio Baldassi
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Lo scorso fine settimana a Trieste si è svolto lo State of the Net 2012, un incontro dedicato a internet e alla sua evoluzione nel nostro Paese. Nel primo giorno l’attenzione è stata posta sui social e su come gli italiani si rapportano alla rete, nel secondo invece è stata dedicata alle imprese.

Sotto questo profilo, uno dei temi di maggior rilievo trattati è quello dell’e-commerce, ossia della capacità delle aziende di sfruttare il web per vendere i loro prodotti o servizi ed, eventualmente, dare inizio a nuovi modelli di business attraverso le potenzialità offerte dai new media.

L’Italia, al momento, non è un Paese propenso a queste nuove tendenze: secondo una ricerca di Between, è il fanalino di coda per l’e-commerce in Europa, con la quota del 5% di aziende italiane che vendono online contro la media continentale del 15%. Il gap è ancora più evidente se confrontiamo i valori delle Piccole Medie Imprese di Italia e Germania, dove a parità di dimensione, le aziende tedesche aperte all’uso del commercio elettronico sono superiori del 19% rispetto a quelle nazionali.

I dati sono allarmanti, ma allo stesso tempo si nota un timido principio di crescita: il valore delle vendite effettuate in Italia tramite i portali di e-commerce è cresciuto su base annua del 19% rispetto al 2010 con prospettive di miglioramento per il 2012 ed attivazione di un trend positivo stimato sino al 2015. Anche le modalità di pagamento si stanno progressivamente modernizzando: solo 5 anni fa infatti quasi il 50% delle transazioni avveniva tramite metodi tradizionali (come ad esempio il contrassegno postale), mentre oggi il 50% è permesso grazie alla carta di pagamento prepagata, il 30% attraverso i sistemi online (PayPal su tutti), portando le vecchie modalità offline ad una quota marginale.

Oltre alla crescita delle vendite e l’evoluzione degli strumenti di pagamento, anche il progresso tecnologico ha fatto la sua parte nell’evoluzione dei mercati online. Secondo una ricerca della società di PR digitali Hagakure infatti, entro il 2014 assisteremo alla trasformazione dell’e-commerce in m-commerce, dove il prefisso “m” sta per mobile. Tale mutamento sarà reso possibile dalla progressiva adozione da parte degli italiani di dispositivi portatili sempre più evoluti, capaci di rendere disponibile l’utilizzo di Internet in mobilità (come smartphone e tablet).

Le PMI si trovano davanti ad una sfida interessate: provare a ripartire e adattare il proprio business grazie alla tecnologia ed il web. Sicuramente non è un passo semplice da compiere, ma data la crescita di tali “strumenti”, capire come vendere nella nuova tipologia di negozio elettronico e come rapportarsi a clienti sempre più evoluti rappresenta oggi il vero fattore chiave per superare l’attuale crisi.