L’identità di marca per il mercato B2B

Un brand del settore B2B, se ben costruito, è in grado di valorizzare, in maniera più rilevante rispetto ai competitor, la sua proposta commerciale.

Redazione MondoPMI
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Branding b2b

Molti credono che le attività di branding siano solo per il B2C e per i prodotti di largo consumo. Per sfatare fin da subito questo falso mito, facciamo riferimento alla definizione di branding. Il branding è quella disciplina che pone, nella scelta delle azioni strategiche, e non solo, di un’azienda, il punto di attenzione nel brand e non nel prodotto.

È una vera e propria mentalità di fare il business che il più delle volte, soprattutto oggi, si è rilevata una necessità per le aziende.

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In uno scenario in cui il mercato è saturo, i competitor sono sempre di più e sempre più agguerriti e i prodotti e servizi sono sempre più clonabili, per questo diventa indispensabile avere un fattore di distinzione dalla concorrenza.

Più delle volte, però, la cultura del marketing a servizio del brand è poco considerata, nascosta dietro alla scusa che nel B2B le armi a disposizione sono poche rispetto a quelle del B2C.

Ma, come nel B2C, anche nel mercato business – to – business, il branding deve estendersi anche verso l’interno (quindi lavorare con i colleghi dell’HR e plasmare un’unica cultura aziendale), e verso la comunicazione esterna, sempre in linea alle esigenze degli obiettivi di business.

Il fattore competitivo: come si determina e si mantiene

A parità di offerta (sia qualitativa, che tecnologica/strumentale) l’elemento e la cura del brand aiuta a posizionare un prodotto in modo unico e duraturo. Naturalmente l’attenzione al brand non deve oscurare quella al prodotto. Questo continua ad essere al centro di un’azienda e la sua qualità e servizio sono dei prerequisiti fondamentali per poter competere. Ma se attorno al prodotto e all’azienda viene costruito un brand forte e distinguibile allora il bene stesso diventa insostituibile.

Come abbiamo già affermato negli articoli precedenti, anche nel B2B si parla a delle persone. Stabilire delle relazioni umane con i buyer potrebbe rappresentare un tratto distintivo di un brand, soprattutto se si tratta di prodotti molto tecnici e che appaiono particolarmente indifferenziati.

Un brand del settore B2B, se ben costruito, è in grado di valorizzare, in maniera più rilevante rispetto ai competitor, la sua proposta commerciale e le caratteristiche del prodotto e/o servizio che offrono.

Molte aziende B2B, grazie al branding, potrebbero ottenere un miglior ritorno degli investimenti e guardare al futuro con migliore sicurezza: agire con una strategia commerciale orientata alla marca è, attualmente anche nel B2B, il modo più sicuro per guardare al futuro con ottimismo. Com’è vero che “Roma non fu costruita in un giorno” è anche vero che le attività di branding sono per lo più destinate a vedere i benefici nel lungo periodo.

Conclusioni

Oggi più che mai è necessario ritornare a lavorare sul brand:per lavorare sul suo valore e sul ruolo che ha nello scenario competitivo e per tornare a pensare al lungo periodo.

Brand significa cultura, intesa come filosofia e significa manifestazioni di marca. Lavorare sul brand significa poter cogliere un’importantissima opportunità per poter capire davvero quali sono i veri investimenti da dover compiere.

E il B2B, contrariamente a quello che si può pensare, anche per il libello ancora “base” di branding rappresenta il miglior scenario su cui poter sperimentare.