Manifattura: da Federmeccanica il Manifesto dell’Industria 4.0

Redazione MondoPMI
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“L’Italia ha bisogno di investimenti”.

Di fronte al nuovo calo della produzione meccanica scesa dell’1,5% nell’ultimo trimestre Fabio Storchi Presidente di Federmeccanica traccia un manifesto programmatico di 20 pagine per rilanciare l’industria italiana.

Rispetto al 2014 il calo è dell’1,9%, su cui incidono le grandi crisi aziendali come quella della siderurgia con tre grandi impianti a rischio come Ast di Terni, Lucchini di Livorno e Ilva di Taranto.

Guardando al futuro la situazione cambia poco: il primo trimestre 2015 dovrebbe essere negativo secondo le previsioni, l’inversione di tendenza potrebbe arrivare a partire da metà 2015 ma solo se il sistema verrà catalizzato da nuove misure per la crescita.

Dall’inizio della crisi il settore della metalmeccanica ha subito un calo della produzione di 33 punti e a un ridimensionamento del 25% della capacità produttiva installata. A livello europeo peggio di noi solo la Spagna che registra un pesante -36%.

L’unico dato positivo della ricerca è l’export che è cresciuto dello 0,8%, in particolare grazie alle buone prestazioni verso Cina (+12%) e Usa (+14%).

Questo il contesto rilevato dall’indagine congiunturale di Federmeccanica presentata contemporaneamente davanti a 60 gruppi territoriali, con l’obiettivo di ricompattare il settore e discutere concretamente il rilancio. Di seguito i punti principali del manifesto.

  • Cultura. Le sfide della quarta rivoluzione industriale devono essere affrontate costruendo una community settoriale per creare cultura d’impresa
  • Politica. Priorità alla legge elettorale, serve una maggioranza che governi e che attui concretamente una politica industriale.
  • Lavoro. Concludere la riforma del mercato del lavoro e velocizzare l’attuazione del Jobs Act, andando verso una flexecurity, cioè assicurando un livello elevato di sicurezza e agevolazione occupazionale. Rinnovamento dei contratti nel settore per avvicinare salario e produttività.
  • Investimenti. Necessario liberare risorse per far ripartire la domanda interna. Giudizio positivo sul piano Juncker per gli investimenti in Europa.

Puntare sull’innovazione delle Piccole Medie Imprese del comparto e rivalutare il mercato interno sono queste le chiavi di volta per tornare a crescere. La metalmeccanica contribuisce per l’8% alla ricchezza nazionale, dà lavoro a 1,8 milioni di persone e il suo export mantiene in equilibrio la bilancia commerciale, proprio per questo secondo Storchi “senza il rilancio della metalmeccanica non c’è rilancio per il Paese”.

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