McKinsey: le PMI sono il catalizzatore della crescita

Redazione MondoPMI
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Non è un periodo favorevole per le imprese, soprattutto per quelle più piccole che rappresentano in Italia la colonna portante dell’economia reale. Anche negli Stati Uniti cala la fiducia degli imprenditori e, al contempo, diminuiscono i giovani dai 18 ai 24 anni che decidono di avviare un’attività. Rimettere in moto l’economia è stato uno dei cavalli di battaglia delle recenti elezioni presidenziali, una necessità sottolineata inoltre dall’ultima ricerca McKinsey, che ha evidenziato quanto le piccole medie imprese contribuiscano alla crescita e alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Secondo McKinsey i “piccoli business” hanno visto aumentare il loro impatto sull’economia reale negli ultimi anni, raddoppiando il lavoro in entrata rispetto a quattro anni fa. Le imprese con maggior domanda di lavoro sono quelle del settore terziario, ma soprattutto sono quelle a forte crescita. Basti pensare che l’1% di tutte le imprese che stanno crescendo più rapidamente (meno di 60.000 in tutto) rappresentano il 40 % dei nuovi posti di lavoro.

Queste imprese sono presenti in tutto il territorio statunitense e non provengono da un settore specifico, come per esempio le aziende tech della Silicon Valley. Dallo studio è emerso che tasse e regolazioni non sono il problema principale per le imprese. Certamente la burocrazia ed alcune leggi hanno inibito lo sviluppo e la creazione nuove attività, ma nell’ultima recessione gli imprenditori hanno lamentato soprattutto la mancanza di domanda e l’incapacità di ottenere finanziamenti.

Nella ricerca sono emersi sei leve importanti per la crescita delle imprese.

  • Incontrare leader di realtà a forte crescita. Stringere partnership ma soprattutto conoscere l’approccio di altre aziende può essere una chiave di volta per migliorare il business aziendale.
  • Coltivare le imprese a forte crescita. Creare nuovi prodotti e startup all’interno della propria impresa può allargare il mercato alla ricerca di nuova domanda.
  • Cambiare la mentalità. Superare il conflitto, significa operare in settori complementari e attivare rapporti di collaborazione. E’ importante osservare l’innovazione fuori dai propri confini aziendali, cercando di assimilare e dove possibile anticipare trend e sviluppi.
  • Attivare rapporti di mentoring. Scambio di esperienze e spazi di condivisione. Grandi imprese dovrebbero fare da mentore a piccoli imprenditori, che a loro volta possono formare i dipendenti.
  • Stimolare la domanda di lavoro. Reti d’impresa possono influenzarsi a vicenda. La vicinanza promuove lo scambio di idee e l’innovazione, calamite per il talento.
  • Finanziare di più e meglio. Grandi imprese possono investire su PMI dinamiche.

Per quanto riguarda il finanziamento imprese, grandi realtà possono investire, anche per un periodo di tempo limitato, su piccole aziende particolarmente dinamiche. Un strategia che può integrarsi all’interno di un processo più ampio, che come spiega McKinsey, deve partire da un nuovo approccio imprenditoriale.

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