Modelli di free economy: i mercati non monetari

Offrire un servizio gratuitamente non sempre significa non avere guadagni

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Ecco giunti all’ultimo step di questo piccolo percorso in cui ti ho raccontato cos’è la free economy e perché è importante anche per la tua PMI spiegandoti quali sono i modelli applicabili secondo Chris Anderson che, ricordo, fu il primo nel 2009 a teorizzarne l’importanza.

Qui gli step precedenti:

Oggi ti parlerò del quarto modello, quello che può apparire come il più estremo perché di fatto non prevede né investimenti di tipo monetario da parte del produttore, ne investimenti da parte del consumatore: il modello dei mercati non monetari. Come può essere un modello di business, un processo che non prevede nessuna transazione economica? In effetti può apparire strano, ma è così se pensiamo che questo modello si basa su una moneta oggi fondamentale per chiunque: quella della reputazione. Il modello dei mercati non monetari abbraccia di fatto in toto l’economia del dono, lo scambio di manodopera del baratto. Questo non significa che applicando questo modello non ci siano profitti, questi arrivano, ma da vie differenti. Le PMI non sono ne onlus ne associazioni a scopo benefico, ma che oggi più che mai grazie al web, ai social network e ai nuovi paradigmi della comunicazione possono concretamente veder crescere il proprio business concentrandosi sui valori trasmetti al proprio target, il quale restituirà fiducia, fedeltà, gratitudine e, ovviamente acquisti.

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Il grafico, tratto dal mio libro ‘Cambia testa e potenzia la tua azienda con la cultura digitale’ rappresenta ottimamente questo modello. Il produttore dona, regala, condivide prodotti/servizi gratuiti al potenziale consumatore che restituisce il ‘favore’ in termini di attenzione al brand e di reputazione.

Oggi si parla spesso di personal branding, di quanto sia importante avere una buona reputazione che permetta di essere riconosciuti come azienda o professionisti in modo autorevole. Lo sai bene anche tu: sui social, nel web chiunque oggi può interagire con i tuoi account e esprimere pareri, commenti, complimenti e critiche. Se un prodotto o un servizio non va bene, la prima cosa che farà un consumatore sarà quella di andare online e condividere i suoi pensieri. Questi pensieri, meglio chiamarli feedback, saranno utili ad altri utenti per farsi un’idea su di te, su come reagisci, su come ti comporti. Ti ricordo che tu nel web sei un utente, ma rappresenti la tua PMI, i suoi valori: la tua azienda sei tu. Ecco allora che forse comprendiamo meglio quanto monete ‘virtuali’ come valori, disponibilità, ascolto, capacità di gestione, oggi siano ormai una leva strategica di business indispensabile. Che tu sia un professionista o rappresenti una PMI, succede così! Prendi ad esempio le persone che hanno fatto della condivisione di pensieri e contenuti una vera professione: i blogger (come me). Tutto è gratis, tutto è fruibile da chiunque, tutto può essere letto e commentato da chiunque. Man mano che pubblichi e ‘regali’ i tuoi pensieri, cresce il sentimento di affezione verso di te, verso ciò che pubblichi (ovvio che i contenuti devono essere di qualità eh…), verso il tuo brand. Piano piano ti seguiranno sempre più persone e le persone innescano azioni e reazioni proponendo collaborazioni professionali e progetti che ti permettono di lavorare. Dai più famosi come Sonia Peronaci (food blogger di Giallo Zafferano) o Clio make Up, a quelli meno conosciuti il percorso è stato questo: la tua opinione vale perché nel tempo tu produttore di contenuti regalando il tuo prodotto, hai ricevuto valore, fiducia, fedeltà aumentando autorevolezza. Ecco spiegato in sintesi il concetto di personal branding. Il modello dei mercati non monetari è sicuramente quello che richiede più tempo, anni direi… ma quando è innescato è il modello che permette i più alti ritorni.

Stiamo parlando di economia del gratis? Sì e mai come in questo business model! Stiamo regalando qualcosa a qualcuno in modo completamente gratuito e senza chiedere un giorno nulla in cambio per la fruizione di quel contenuto/prodotto/servizio? Sì. Stiamo facendo business? Assolutamente sì! La propensione all’acquisto di un cliente che si fida e che ti conosce è maggiore rispetto a colui che nemmeno sa chi sei o come ti comporti. Il modello dei mercati non monetari può essere applicato a supporto degli altri tre modelli o scelto come unico modello da perseguire. Qualsiasi sarà la tua scelta, starai seguendo una via che ti permetterà di rilanciare con successo il business della TUA PMI.

Si chiude così questo mini percorso. Ti ricordo che se vuoi approfondire ulteriormente questi concetti, oltre che all’interno del mio libro, li troverai nella sua totalità ovviamente nel libro di Chris Anderson ‘Free’. Il libro è del 2009 e per alcuni aspetti ha riferimenti e contenuti un po’ vecchi, ma se pensi che oggi siamo nel 2015 e ne stiamo ancora parlando come modelli applicabili, ti renderai tu stesso conto di quanto sia un libro lungimirante e sicuramente da tenere nella propria biblioteca.

 

Immagine blog via Shutterstock