Protezione dei Dati: PMI in ritardo sulle migliori soluzioni

Il Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati è poco conosciuto dalle PMI.

Redazione MondoPMI
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Eset, il produttore europeo di soluzioni antivirus, ha condotto con IDC una ricerca riguardante l’approccio delle PMI europee al nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). La ricerca è stata presentata nell’ambito della manifestazione Eset Security Days, ed ha avuto come oggetto un campione di 700 Piccole e Medie Imprese Europee, divise tra Italia, Germania, UK, Paesi Bassi, ma anche Repubblica Ceca e Slovacchia.

Il quadro generale in merito alla protezione dei dati nelle PMI analizzate è buono: da un lato, c’è consapevolezza sia del crescente valore commerciale insito nei dati, sia del trend legislativo sull’argomento, improntato ad un ampliamento delle sfere di responsabilità per le aziende, e ad un innalzamento delle sanzioni per chi non si adegui alle normative di conformità degli strumenti di protezione. Dall’altro lato, si registra la precisa coscienza dell’impatto che garantire la sicurezza dei dati ha sul business in sé: il 75% è convinto che sopravvivenza e successo dell’azienda siano legate alla protezione dei dati dei clienti, mentre il 68% estende questa considerazione anche ai dati dei partner. Quindi non siamo in presenza di un contesto in cui si sottovalutano i rischi e le istanze connesse alle esigenze di protezione dei dati.

la maggioranza delle PMI non conosce LA GDPR

Tuttavia, venendo all’oggetto primario della ricerca, quasi il 78% dei responsabili IT delle PMI oggetto dello studio, o non sa comprendere l’impatto della nuova normativa GDPR, o semplicemente non è a conoscenza della sua esistenza.

Analizzando invece le risposte delle Piccole e Medie Imprese che hanno dichiarato di conoscere il GDPR:

  • il 20% dichiara di essere a norma;
  • il 21% dichiara di non essere a norma;
  • il 59% dichiara di essere in fase di adeguamento.

Si registra quindi una situazione di sostanziale ritardo nell’adozione della normativa sulla protezione dei dati nelle PMI, ma anche di un ritardo nella conoscenza della sua esistenza.

lo stato dell’arte della protezione dei dati nelle PMI

Lo stato dell’arte della protezione dei dati nelle Piccole e Medie Imprese non presenta un quadro meno preoccupante. Le soluzioni più adottate sembrano essere:

  • antivirus e antimalware 84%
  • firewall 68%
  • crittografia 36%

Anche qui, le PMI sembrano essere coscienti della situazione: il 63% delle violazioni nella protezione dei dati riguarda furto o manomissione di password, ed i sistemi più utilizzati nelle aziende sono basati esclusivamente sulle password. Non sono quindi in grado di garantire i livelli di protezione forniti dall’autenticazione a due fattori combinata con la crittografia. È comprensibile perciò come i responsabili IT delle aziende intervistate considerino normalmente insufficiente il software che hanno a disposizione per affrontare le minacce attuali. Purtroppo però, gli stessi responsabili lamentano che oggi sul mercato non esistano delle soluzioni che siano contemporaneamente in grado di sopperire a queste mancanze, ed accessibili sul piano economico alle Piccole e Medie Imprese che vogliano implementare soluzioni di protezione dei dati.

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Image credit: Pexels