Riforma del lavoro: di cosa hanno bisogno le PMI italiane

Redazione MondoPMI
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Nel Paese c’è grande attesa per capire quali saranno le prime mosse del nuovo governo per le PMI, in particolare sul tema del lavoro. Sostenere la crescita significa agevolare il business delle Piccole Medie Imprese con strumenti di rilancio, soprattutto dopo le stime dell’Ocse sull’occupazione giovanile, tutt’altro che favorevoli.

Corriere Economia ha chiesto ad alcune imprese, presenti nella classifica delle aziende virtuose stillata da “Great place to work”, società internazionale specializzata nello studio dell’ambiente organizzativo, quali fossero le riforme del mercato del lavoro più urgenti per rimettere in moto l’economia.  Le principali leve emerse per sostenere le PMI italiane devono tener conto di un fattore estremamente importante: la percezione positiva delle nostre imprese all’estero.

  • Meno burocrazia. La burocrazia italiana è composta da apparati lenti e statici ma anche da normative sul lavoro troppo complesse che vengono percepite negativamente dai responsabili di aziende internazionali.
  • Flessibilità in entrata. Le aziende di matrice anglosassone non capiscono per esempio le motivazioni che impediscono di assumere velocemente lavoratori anche per periodi brevi, o di spostare alcune professionalità da un’attività ad un’altra. Molte aziende sostengono che sarebbe opportuno semplificare la flessibilità in entrata e in uscita da un posto di lavoro, riducendo il numero delle tipologie contrattuali. Fare in modo che il lavoratore in uscita sia aiutato attraverso un processo di ricollocamento.
  • Costo del lavoro. La tassazione sul lavoro in Italia è tra le più alte a livello europeo e il sistema giudiziario non garantisce tempi brevi in caso di controversie. Oltre ai costi più bassi è necessario agevolare l’inserimento dei giovani al lavoro e creare meccanismi di contribuzione e stabilizzazione progressiva.

Oggi è difficile per le aziende straniere investire in un paese con i tassi di crescita fermi da vent’anni. Per favorire internazionalizzazione e flussi in entrata il  Governo deve attuare misure per le PMI: sostenere il mercato interno spostando il focus sulla sburocratizzazione, sull’abbattimento dei costi del lavoro e sugli incentivi al territorio.

La priorità resta però dare sbloccare il credito alle imprese per dare ossigeno a tutti quegli imprenditori che, oggi più che mai, hanno bisogno di liquidità per la propria attività.

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