Smart working: come attivarlo? Risponde il nostro consulente del lavoro

Lo smart working è conosciuto anche come lavoro agile e consente al lavoratore di prestare la propria opera anche al di fuori dell’azienda.

Redazione MondoPMI
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La dott.ssa Caterina Rulfin, consulente del lavoro, ci parla del funzionamento dello smart working, di quali pratiche richiede per essere attivato e dei benefici che può apportare alle aziende.

Lo smart working non è una nuova tipologia di rapporto di lavoro ma è un nuovo modo di svolgere il rapporto di lavoro subordinato che tutti conosciamo.

Come attivarlo, quindi?

Al contratto di lavoro tradizionale si affianca un accordo di lavoro agile che può essere stipulato all’inizio o durante la prestazione lavorativa. A questo si aggiunge anche un’apposita pratica che il consulente del lavoro deve inviare al Ministero del Lavoro prima dell’avviamento dello smart working.

 

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Questa soluzione, conosciuta anche come lavoro agile, consente al dipendente di lavorare sia in azienda che al di fuori. Nell’accordo, il datore di lavoro può anche fissare un limite agli spazi e agli orari in cui al lavoratore è concesso di prestare la propria opera stabilendo, ad esempio, che il dipendente non possa lavorare in luoghi pubblici o prima delle 7 del mattino.

Smart working: i vantaggi per le PMI

Ma quali sono i vantaggi dello smart working per l’azienda?

  • Aumento della produttività dei dipendenti: i dipendenti diventano più autonomi e quindi più felici.
  • Senso di affiliazione e reputazione aziendale: lo smart working contribuisce a rendere l’immagine dell’azienda più appetibile e competitiva.
  • Ottimizzazione dei costi: il lavoro agile consente di ridurre le postazioni di lavoro, l’ampiezza dei locali, il tempo necessario alla pulizia e i costi delle utenze.
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Image credit: shutterstock