Smart working: come si sta diffondendo in Italia

Registrati trend positivi per gli smart worker italiani nel 2018 e notevoli benefici per le PMI

Redazione MondoPMI
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Lo smart working piace ai lavoratori, ma quanto è diffuso in realtà?

Come va con lo smart working in Italia

Secondo la ricerca dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2018 gli smart worker italiani sono stati 480.000, il 20% in più rispetto al 2017. La percentuale dei lavoratori che ha sperimentato o adottato pratiche di lavoro agile è il 12,6% del totale degli impiegati.

La ricerca mostra che ci sono grandi differenze nelle percentuali di adozione delle pratiche di smart working a seconda del tipo di impresa. Il lavoro smart è diffuso soprattutto tra le grandi imprese, mentre lo è meno nelle piccole e medie imprese. Nonostante la recente introduzione della legge sullo smart working, sono ancora poche le iniziative adottata in ambito pubblico.

Tra le grandi imprese considerate nel campione studiato dall’Osservatorio Smart Working, oltre il 50% ha adottato progetti strutturati per promuovere il lavoro agile dei propri dipendenti. La percentuale scende invece all’8% sia nel caso delle piccole e medie imprese sia nel caso delle PA.

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La situazione nelle PMI

Nel complesso, i lavoratori sembrano apprezzare il concetto di smart working. Oltre l’80% dei lavoratori pensa che il lavoro agile possa aiutarli a trovare più facilmente un equilibrio tra vita professionale e vita privata e possa aumentare produttività e soddisfazione. A fronte di queste percentuali molto alte, solo un numero ridotto di lavoratori sperimenta orari flessibili e lavoro in mobilità.

Nelle piccole e medie imprese la maggior parte dei dipendenti lavora nei locali dell’azienda in orario d’ufficio. Il numero di progetti strutturati di lavoro agile è ridotto. Secondo Fiorella Crespi, direttore dell’Osservatorio Smart Working, il problema è soprattutto culturale.

Una maggiore diffusione dello smart working anche nelle aziende più piccole potrebbe portare notevoli benefici sia in termini di risultati aziendali sia in fatto di soddisfazione dei dipendenti. Tra i benefici più comuni del lavoro agile ci sono infatti l’aumento della produttività e della qualità del lavoro, oltre a una maggiore responsabilizzazione nell’ottenimento dei risultati e una migliore autonomia.

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Image credit: shutterstock