Smart working e flessibilità di orario: come adattarsi al lavoro che cambia

Innovazione tecnologica e mentalità aperta sono i fondamentali di un'azienda che voglia adottare orari flessibili e smart working.

Redazione MondoPMI
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Dimenticate il concetto di orario fisso e di lavoro alla scrivania: smart working e flessibilità sono l’orizzonte verso il quale le imprese del futuro devono orientarsi.

Stiamo parlando dei due concetti che negli ultimi dieci anni hanno rivoluzionato il mondo dell’impresa: la possibilità di lavorare da casa, comodamente seduti sul divano e sorseggiando tazze di the, e quella di adattare l’orario di lavoro alle proprie esigenze per combinare al meglio momenti di operatività e di svago. Tutto ciò è oggi possibile grazie all’innovazione tecnologica che ha cambiato radicalmente il modo di lavorare ma, soprattutto, di misurare l’efficienza e la produttività dei dipendenti da parte dei manager aziendali.

Uno studio recente del Sole 24 Ore rivela che i Millennials, i ragazzi di età compresa tra i 16 e i 24 anni, considerano la flessibilità un requisito fondamentale nella ricerca del lavoro dei propri sogni. Idem per i giovani della fascia 25-34 anni, mentre il 37% degli over 55 la ritengono un fattore-chiave ma non prioritario.

Per garantire flessibilità ai propri dipendenti è necessario, innanzitutto, che le aziende adottino una mentalità flessibile. Come?

Investendo sulle moderne tecnologie senza le quali lo smart working non sarebbe possibile. Ci riferiamo a:

  • sistemi che permettano di condividere documenti e cartelle di lavoro da remoto;
  • tools di messaggistica istantanea;
  • applicazioni di videoconferenza;

tutte tecnologie spesso già in uso nelle imprese ma che non sempre vengono utilizzate nel modo giusto. In questo caso, perché non organizzare un corso pensato appositamente per avvicinare i dipendenti a queste soluzioni tecnologiche? Oltre a facilitare l’organizzazione del lavoro e a garantire un’operatività, anche da remoto, collaborativa ed efficace, permettono anche di semplificare notevolmente le attività, velocizzandone lo svolgimento.

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Come si attiva lo smart working in azienda? Risponde il nostro consulente del lavoro.

 

Secondo uno studio di Repubblica, quella dello smart working è una scelta nella quale hanno investito, in Italia, soprattutto le aziende del Nord, e che ha permesso di riscontrare maggiore soddisfazione dei lavoratori, maggiore produttività e capacità di regolarsi in autonomia.

Date fiducia. È finita l’era del cartellino da timbrare e del numero delle ore di lavoro che conta più dei risultati. Stabilite degli obiettivi chiari e raggiungibili, fissate delle scadenze, organizzate dei brief, insomma ricercate delle modalità alternative per tenere sotto controllo l’operato dei vostri dipendenti senza averli necessariamente sott’occhio. Aiutate il lavoratore a crescere e a prendere confidenza con questo nuovo modo di lavorare, e lui vi ricompenserà.

Gianni Agnelli diceva che Un operaio felice è un operaio che rende. Le aziende si muovono sempre di più verso l’adozione di soluzioni volte ad assicurare il benessere dei propri dipendenti: dalle polizze di assicurazione ai servizi di trasporto casa-lavoro, fino alla concessione di anni sabbatici per motivi di studio o professionali. Famoso in Italia è il caso di Luxottica la cui policy prevede corsi di formazione per i propri dipendenti che intendono accrescere le proprie competenze e fare carriera in azienda, e contributi economici per le famiglie in difficoltà. Cosa c’entra tutto ciò con lo smart working? Anche il lavorare da casa, soprattutto per chi deve macinare chilometri e chilometri per raggiungere il posto di lavoro, è un benefit di non poca importanza che permette di coniugare vita privata e carriera senza dover sacrificare né l’una né l’altra.

Scopri quali sono i benefit aziendali più richiesti dai dipendenti in questo articolo.

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Image credit: shutterstock