Smart working semplificato fino al 30 aprile

Proroga fino al 30 aprile dei termini per il ricorso allo smart working, anche in assenza di un accordo con i dipendenti.

Redazione MondoPMI
0
0

Il Decreto Milleproroghe ha fissato al 30 aprile il termine per poter ricorrere allo smart working semplificato.

 

Cos’è lo smart working semplificato e chi può usufruirne

Con l’inizio dell’emergenza sanitaria a marzo 2020 è stato emanato un primo provvedimento volto a incentivare l’uso di forme di lavoro agile. L’articolo 90 del Decreto Rilancio ha semplificato la procedura da seguire per dare avvio al periodo di lavoro a distanza. Le regole stabilite dal Decreto Rilancio sono state confermate da ultimo dal Decreto Milleproroghe (convertito con la L. 21/21).

I datori di lavoro, pubblici e privati, che hanno intenzione di usufruire dello smart working sono tenuti a comunicare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali l’elenco dei dipendenti per i quali vengono attivate forme di lavoro a distanza. La procedura semplificata permette di attivare il lavoro agile anche se l’azienda e il dipendente non hanno siglato un accordo individuale, richiesto dalla normativa.

In base alla procedura semplificata è quindi sufficiente che l’azienda trasmetta al Ministero un modulo contenente i dati identificativi dell’azienda e l’elenco dei lavoratori coinvolti. La trasmissione va fatta dal portale Servizi Lavoro messo a disposizione dal Ministero e a cui i datori di lavoro possono accedere tramite SPID.

 

Banca Ifis

 

Prorogato fino al 30 aprile il termine per la validità della procedura semplificata

Rispetto alla procedura standard per l’attivazione del rapporto di lavoro a distanza, la procedura semplificata non richiede la sottoscrizione di un accordo individuale con tutti i dipendenti coinvolti. L’accordo serve a definire la durata del periodo di smart working, le regole da seguire nell’esecuzione dei compiti e le procedure di controllo concordate.

Restano ferme invece le altre regole stabilite dalla L. 81/2017, il provvedimento che ha regolamentato il lavoro agile, secondo cui l’attività lavorativa è organizzata per obiettivi e cicli di lavoro e non è sottoposta a vincoli di orario né a vincoli spaziali.

Inizialmente il termine entro cui si sarebbe dovuti tornare dalla procedura semplificata a quella standard era fissato al 31 marzo. Dal momento che lo stato di emergenza è stato esteso fino al 30 aprile, anche il termine relativo alle modalità organizzative delle attività in smart working è stato esteso di conseguenza.