A giugno aumentano i contratti a tempo indeterminato

Redazione MondoPMI
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Nel mese di giugno si è assistito ad un aumento dei contratti a tempo indeterminato. Secondo il Ministero del Lavoro a giugno 2015 i contratti di questo tipo sono stati oltre 145 mila, pari al 17,7% del totale. Nel 2014 furono meno di 110 mila, con una percentuale del 13,5% delle nuove collaborazioni.

Naturalmente predominano ancora i contratti a tempo determinato, che rappresentano quasi il 69% del totale (565.191 unità). Se a questi numeri si sommano anche gli apprendistati e le collaborazioni, si nota come le attivazioni totali sono state 821.544, circa 15 mila in più rispetto allo stesso periodo del 2014, dato che lascia ben sperare per la ripresa del Paese.

Una tendenza da mettere in evidenze è quella del passaggio dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. A giugno sono state oltre 34 mila le “trasformazioni” di questo tipo, mentre nel 2014 ne sono state registrate 27.226. Questo dato è dovuto in larga parte agli sgravi fiscali concessi alle aziende. Se analizziamo i dati sulle cessazioni dei rapporti lavorativi vediamo come in totale sono 760.446, il saldo totale perciò risulta positivo. Le interruzioni di contratti a tempo indeterminato sono state 155.388, in negativo rispetto alle nuove attivazioni, se però consideriamo anche i contratti a tempo determinato trasformati in tempo indeterminato, il saldo nel complesso torna ad essere positivo. Dato in controtendenza rispetto a giugno 2014 in cui il saldo complessivo, per questa tipologia di contratti, era negativo per oltre 14 mila unità. Le cessazioni di contratti a tempo determinato sono state di poco superiori alle 470 mila unità, anche in questo caso il saldo nei confronti delle nuove attivazioni risulta positivo.

Questo è un altro piccolo ma incoraggiante segnale di come il nostro Paese stia lentamente cercando di uscire dalla grave crisi economica che l’ha travolto negli ultimi anni.