Big data, un’opportunità per le pmi

Ne parliamo con Gianluca Picciolo, Regional Sales Director di SAS

Redazione MondoPMI
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Le dimensioni non sempre contano. Spesso le necessità delle piccole aziende sono le stesse che hanno anche le multinazionali da decine milioni di euro di fatturato. Un esempio è il bisogno di disporre di strumenti che facilitino la raccolta e l’analisi dei dati al fine di supportare il processo decisionale.

A questo proposito, recentemente abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Gianluca Picciolo, Regional Sales Director di SAS per il Business Volume, con il quale ci siamo concessi un piacevole scambio di battute sulla situazione attuale del mercato delle pmi all’interno Central East Europe Region, che comprende Grecia, Romania, Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia e, naturalmente, l’Italia, oltre ai Paesi che rientrano all’interno dell’Adriatic Region.

Secondo Picciolo, tra le opportunità di crescita a disposizione delle pmi, con le quali la divisione che presiede si interfaccia quotidianamente, l’internazionalizzazione e il passaggio al digitale rappresentano le più promettenti nel prossimo futuro. In particolare, la scelta del canale e-commerce come mezzo per uscire dai confini nazionali costringe le piccole e medie aziende a prendere seriamente in considerazione l’analisi dei dati raccolti, siano essi provenienti dagli acquisti degli utenti o dai risultati delle campagne marketing.

Cavalcare il trend dei Big Data oggi è diventato un’esigenza: analizzare una grande mole di dati (da cui ‘Big’ Data), spesso non strutturati, e usufruire velocemente di risultati che possono essere letti in chiave strategica sono operazioni ormai imprescindibili, ma spesso difficili da realizzare. Da sempre, infatti, le maggiori difficoltà che riscontrano le pmi a livello di innovazione risiedono nell’analisi qualitativa dei Big Data e nella redazione di report e statistiche ‘di qualità’ e di facile comprensione, in grado di costituire la base da cui prendere decisioni. Ciò è dovuto, in primis, alle lacune in termini di competenze a livello IT dovute ad una struttura organizzativa non molto ampia e, in secondo luogo, ai budget ridotti. Infatti, nonostante le esigenze di velocità di analisi siano le medesime delle multinazionali, le pmi soffrono soprattutto -rileva Picciolo- di una limitata capacità di investimento.

“La richiesta maggiore riguarda la visualizzazione del dato” spiega Picciolo “uno strumento intuitivo come risposta alla mancanza di competenze specialistiche in azienda. A questa richiesta si affianca quella della presenza di un ‘partner’, un esperto capace di affiancare il cliente e di accompagnarlo nel suo percorso di crescita.” In altre parole, una delle principali esigenze che manifestano le pmi riguarda la modalità di visualizzazione ed interpretazione dei dati raccolti, le quali devono favorire la fruibilità da parte di chi è chiamato a prendere decisioni in tempi rapidi senza il supporto di figure verticali in questo ambito.

Sulla base di queste esigenze e in linea con le aspettative del mercato di riferimento, SAS ha costruito pacchetti di soluzioni semplici e flessibili, che non hanno bisogno di conoscenze tecniche specifiche per essere implementate e per poterne beneficiare. In più, le pmi che scelgono SAS possono contare su un’ampia rete di partner in grado di fornire assistenza a livello locale, soprattutto nelle fasi di avvio e di installazione dei software.

Big data image via Shutterstock