Calano i fallimenti, crescono le nuove aperture

Redazione MondoPMI
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Nel report “Demografia d’impresa”, l’Istat fotografa l’andamento della ripresa dei vari settori economici.

Banca Ifis

Continuano a crescere le nuove aperture di imprese

L’Istat ha pubblicato il report “Demografia d’impresa”, nel quale vengono analizzati i dati relativi alle nuove aperture di imprese e al numero di fallimenti registrati su base trimestrale. I dati si basano sulle rilevazioni condotte dalle Camere di Commercio locali.

Tra aprile e giugno 2021 le nuove imprese aperte in tutta Italia sono state oltre 78.000. Il dato è in aumento rispetto al trimestre precedente (+3,2%) e consolida la crescita che si era già registrata nel trimestre precedente.

In alcuni settori i dati mostrano una piena ripresa delle attività, con un numero complessivo di imprese attive che supera quello registrato nel 2019 prima dello scoppio della pandemia. Tra i settori che hanno fatto registrare i risultati migliori ci sono quelli dell’informazione e della comunicazione, delle costruzioni, dei servizi immobiliari, delle attività professionali e finanziarie.

Sono ancora pesanti gli effetti della crisi sui settori della ristorazione, della ricettività e dell’intrattenimento. Il numero delle imprese attive in questi settori è negativo sia su base congiunturale sia su base tendenziale (la diminuzione del numero di imprese si attesta attorno al 5%), con picchi negativi che arrivano al -40% rispetto al 2019.

Anche il settore dei trasporti fatica a uscire dalla crisi. Su base trimestrale il numero delle imprese si è ridotto del 5,7% e la diminuzione del numero delle attività rispetto al 2019 è di oltre il 20%.

In calo le procedure fallimentari in quasi tutti i settori

Oltre alla crescita del numero di nuove aperture, anche l’andamento del numero di procedure fallimentari attive mostra dei segnali positivi. Nel secondo trimestre del 2021 i fallimenti registrati sono stati 2.380, in calo dell’8,9% rispetto al trimestre precedente.

Bisogna inoltre considerare che nel 2020, per effetto del Decreto Liquidità, era stato deciso il blocco amministrativo che ha impedito le dichiarazioni di fallimento o di insolvenza fino al 30 giugno 2020. Il confronto dei dati registrati nel secondo trimestre del 2021 e quelli dello stesso periodo dell’anno precedente ne risulta fortemente influenzato.

Gli unici settori in cui le procedure fallimentari sono in aumento sono quelli dei servizi sanitari e assistenziali, dell’istruzione, dell’intrattenimento e della cura della persona, che fanno registrare una crescita del 3,9% rispetto al primo trimestre dell’anno.

I dati sulle procedure fallimentari sono sostanzialmente speculari rispetto a quelli che fanno riferimento alle nuove aperture: in fondo alla classifica dei fallimenti ci sono le imprese del settore dell’informazione e della comunicazione, con fallimenti in calo del 17,3% su base trimestrale. Lo stesso settore è quello che ha fatto registrare i migliori risultati in termini di nuove aperture, con una crescita congiunturale del 13,8%.