Cambiali e assegni scoperti: in netto calo i protesti

I crediti protestati si sono ridotti nettamente negli ultimi due anni: rispetto al 2015, -37% del valore complessivo

Redazione MondoPMI
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cambiali assegni scoperti

Scendono numero e valore di cambiali e assegni scoperti protestati in Italia. In soli due anni, il numero dei protesti si è ridotto di quasi un terzo.

Protesti sempre meno frequenti: i dati unioncamere e infocamere

I dati elaborati da Unioncamere e InfoCamere sulla base delle informazioni ricavate dal Registro informatico dei protesti dimostrano una tendenza in forte calo dei protesti di titoli. Nel 2017 sono stati protestati in totale 513.000 titoli, tra cambiali e assegni. I crediti protestati hanno un valore di poco superiore a 800 milioni di euro. Rispetto al 2015, si è registrata una riduzione del 37% del valore complessivo dei protesti.

Nella maggior parte dei casi si è arrivati al protesto per la mancata riscossione di cambiali. Nel 2017 solo il 19% dei protesti ha riguardato assegni scoperti o non riscossi. Se si guardano i dati più in profondità si osserva comunque una riduzione del numero e del valore sia degli assegni sia delle cambiali protestate. La riduzione del loro valore è compresa tra il 30 e il 40%.

Banca IFIS Impresa

 

i protesti per regione

Unioncamere ha fornito dati interessanti sulla distribuzione regionale del numero di protesti. Si scopre così che le regioni in cui è più frequente il ricorso al protesto sono il Lazio, la Lombardia e la Campania. All’opposto, le regioni che appaiono più sicure per chi ha in mano dei titoli di credito sono la Valle d’Aosta, il Trentino Alto Adige e il Molise.

Le province che hanno fatto registrare più protesti nel 2017 sono quelle di Roma, Milano e Napoli. Andando a considerare gli importi medi dei titoli protestati, invece, si notano sei province nelle quali l’importo medio dei titoli ha superato quota 2.000 euro. Si tratta delle province di Udine, Frosinone, Roma, Milano, Arezzo e Rovigo. I valori più bassi sono quelli relativi alle province di Belluno e La Spezia, dove i protesti nel 2017 hanno avuto un importo medio, rispettivamente, di 615 e 315 euro.

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Image credit: shutterstock