Debiti del sistema sanitario italiano con le PMI

22,9 miliardi di debito della sanità pubblica verso i propri fornitori

Redazione MondoPMI
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Ammontano a quasi 23 miliardi di euro i debiti del sistema sanitario italiano nei confronti dei propri fornitori: ad annunciare il dato è la CGIA di Mestre, mettendo in evidenza l’importanza di tale debito pubblico nei confronti delle PMI italiane.

Secondo i dati elaborati è il Lazio la regione a presentare l’importo maggiore di debiti del sistema tributario italiano, per un totale di 3,8 miliardi di euro: a seguire, in ordine decrescente, troviamo la Campania con 3 miliardi di euro, la Lombardia con 2,3 miliardi di euro e a pari merito Sicilia e Piemonte con 1,8 miliardi di euro.

Il dato che tuttavia mostra una maggiore preoccupazione è rappresentato dal rapporto tra il debito pubblico e la popolazione, ovvero quanto impatta su ogni singolo residente delle varie regioni: al primo posto è presente il Molise, con 1.735 euro pro capite; al secondo posto il Lazio con 644 euro pro capite; segue la Calabria con 562 euro pro capite; e in quarta posizione la Campania con 518 euro pro capite.

Nonostante l’importo complessivo dei debiti del sistema sanitario italiano sia comunque considerevole, è da segnalare un costante calo dal 2011 pari al 39,7% e che a livello monetario corrisponde a 15 miliardi di euro. Analizzando le singole regioni, quelle in cui sono registrate contrazioni maggiori sono le Marche (-69,5%), la Campania (-55,4%) e il Veneto (-51%). In Molise e in Umbria, invece, i debiti della sanità pubblica sono cresciuti, rispettivamente del 39,7% e del 57,7%. In generale, la situazione è migliorata rispetto agli scorsi anni anche grazie alla fatturazione elettronica: da marzo 2015 infatti tutta la Pubblica Amministrazione ha l’obbligo di accettare le fatture emesse dai propri fornitori solamente in forma digitale.

Il dato che tuttavia mostra una maggiore preoccupazione è rappresentato dal rapporto tra il debito pubblico e la popolazione, ovvero quanto impatta su ogni singolo residente delle varie regioni: al primo posto è presente il Molise, con 1.735 euro pro capite; al secondo posto il Lazio con 644 euro pro capite; segue la Calabria con 562 euro pro capite; e in quarta posizione la Campania con 518 euro pro capite.

Nonostante l’importo complessivo dei debiti del sistema sanitario italiano sia comunque considerevole, è da segnalare un costante calo dal 2011 pari al 39,7% e che a livello monetario corrisponde a 15 miliardi di euro. Analizzando le singole regioni, quelle in cui sono registrate contrazioni maggiori sono le Marche (-69,5%), la Campania (-55,4%) e il Veneto (-51%). In Molise e in Umbria, invece, i debiti della sanità pubblica sono cresciuti, rispettivamente del 39,7% e del 57,7%. In generale, la situazione è migliorata rispetto agli scorsi anni anche grazie alla fatturazione elettronica: da marzo 2015 infatti tutta la Pubblica Amministrazione ha l’obbligo di accettare le fatture emesse dai propri fornitori solamente in forma digitale.

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La CGIA di Mestre mette in risalto inoltre i tempi di pagamento praticati nel 2016 riferiti alle sole forniture di dispositivi medici, per sottolineare il ritardo della Pubblica Amministrazione nel sanare i propri debiti: in Molise il saldo delle fatture è avvenuto in media dopo 621 giorni, in Calabria dopo 443 giorni e in Campania dopo 259 giorni. Considerando che di norma i pagamenti delle strutture mediche devono avvenire mediamente entro 60 giorni dall’emissione della fattura, tutte le ASL di riferimento presentano evidenti ritardi di pagamento nei confronti dei propri fornitori.

Confrontando il debito pubblico con altri Paesi d’Europa si notano tuttavia situazioni peggiori: i debiti del sistema sanitario francese e britannico ad esempio risultano essere sono superiori rispetto a quello italiano, rispettivamente dell’1% e del 0,5%.

La CGIA di Mestre mette in risalto inoltre i tempi di pagamento praticati nel 2016 riferiti alle sole forniture di dispositivi medici, per sottolineare il ritardo della Pubblica Amministrazione nel sanare i propri debiti: in Molise il saldo delle fatture è avvenuto in media dopo 621 giorni, in Calabria dopo 443 giorni e in Campania dopo 259 giorni. Considerando che di norma i pagamenti delle strutture mediche devono avvenire mediamente entro 60 giorni dall’emissione della fattura, tutte le ASL di riferimento presentano evidenti ritardi di pagamento nei confronti dei propri fornitori.

Confrontando il debito pubblico con altri Paesi d’Europa si notano tuttavia situazioni peggiori: i debiti del sistema sanitario francese e britannico ad esempio risultano essere sono superiori rispetto a quello italiano, rispettivamente dell’1% e del 0,5%.

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Image credit: shutterstock