Siamo in deflazione, capiamone di più!

Dopo 57 anni i prezzi al consumo tornano in negativo. Un bene o un male?

Redazione MondoPMI
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deflazione

Una situazione economica che non si verificava dal 1959: nell’ultimo anno si è registrata nel nostro Paese la tanto temuta deflazione, i prezzi al consumo, infatti, sono diminuiti del -0,1%.

Situazione analoghe ma non proprio uguali, dopo 57 anni (allora a -0,4%) l’Italia torna in deflazione, lo certifica Istat nel consueto bollettino dei primi dell’anno e che fa riferimento ai prezzi al consumo dell’anno precedente. L’inflazione di fondo invece, calcolata al netto degli alimentati freschi e dei prodotti energetici, rimane in territorio positivo a +0,5% seppur rallentando le performance del 2015 di 3 punti percentuali. La media al ribasso dell’anno, sembra essere maturata nei primi mesi visto che a dicembre i prezzi al consumo hanno avuto un aumento dello 0,4% rispetto a novembre e dello 0,5 rispetto ad un anno prima.

Sono stati in particolare le crescite dei prezzi relativi a trasporti, energie non regolamentate e alimentari non regolamentati a trascinare al rialzo l’inflazione di fine anno. La deflazione viene definita come la riduzione generalizzata dei prezzi, fenomeno opposto a quello dell’inflazione che naturalmente in economia dovrebbe portare ad un lento ma continuo innalzamento dei prezzi al consumo.

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deflazione positiva

Il fenomeno a primo impatto potrebbe sembrare positivo, quantomeno per le tasche dei consumatori: comprare lo stesso bene o servizio ad un prezzo inferiore si traduce in un risparmio monetario che può essere reinvestito o risparmiato. Ma i risvolti della deflazione non sono così positivi per tutti: le origini di questo fenomeno possono essere molteplici. Nel migliore dei casi la riduzione dei prezzi al consumo deriva da una diminuzione alla fonte dei costi di produzione dovuti all’innovazione tecnologica o all’introduzione di soluzioni organizzative che velocizzano la produzione del bene.

DEFLAZIONE negatiVA

Nel peggiore dei casi, la deflazione è l’effetto della riduzione della produzione e di riflesso anche dell’occupazione. Questo diventa la cartina tornasole di un generale squilibrio del mercato, dove le imprese si vedono costrette a diminuire l’offerta a causa di una riduzione della domanda da parte dei consumatori.

Istat non ha ancora rivelato quale sia l’origine della deflazione che si è verificata nell’ultimo anno, anche se la cosa non fa contenti né i consumatori né tra gli imprenditori. Da una parte spaventa la riduzione degli acquisti, segno di una diffusa difficoltà economica da parte delle famiglie, dall’altra, come ha dichiarato Coldiretti, gli effetti dei prezzi riconosciuti ai coltivatori crollando di circa il 6% rischiano di mettere in ginocchio un settore già in bilico, colpito da un’importazione massiva di prodotti e una speculazione della filiera dal campo alla tavola.

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Image credit: shutterstock