Domicilio digitale: cos’è e per chi è obbligatorio

Con il Decreto Semplificazioni, la dichiarazione del domicilio digitale diventa obbligatoria per i liberi professionisti.

Redazione MondoPMI
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Domicilio digitale

Tra le novità di questi ultimi mesi è senz’altro compreso il domicilio digitale, introdotto dal nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale. Ma di cosa si tratta? Scopriamolo insieme.

Cos’è il domicilio digitale?

Il domicilio digitale è nient’altro che un domicilio online, legato a un indirizzo di Posta Certificata (PEC), che funziona esattamente come un recapito ufficiale ma in formato elettronico. Privati, imprese e liberi professionisti possono, quindi, decidere di comunicare la propria PEC all’Anagrafe Nazionale Online e attivare così il proprio domicilio digitale per ricevere le comunicazioni delle Pubbliche Amministrazioni.

Il domicilio digitale, quindi, facilita e velocizza il dialogo tra PA e cittadini, e consente una comunicazione in tempo reale e senza intermediari.

Insieme con l’identità digitale (SPID) e allo SPID europeo, il domicilio digitale rappresenta un tassello fondamentale per il completamento della cittadinanza digitale.

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Come si attiva?

Innanzitutto, si deve essere titolari di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata o di un servizio elettronico di recapito certificato in linea con le regole UE. Poi, è necessario richiedere l’attivazione del domicilio al proprio Comune di residenza, compilando l’apposito modulo di domanda. Ricevuta la richiesta, il Comune provvederà ad inserire l’indirizzo PEC nell’elenco dell’Anagrafe Nazionale Online.

Obbligo per i liberi professionisti

Con il Decreto Semplificazioni, per i liberi professionisti è diventato obbligatorio comunicare il proprio domicilio digitale all’ordine di appartenenza. Sono previste, infatti, delle sanzioni per gli inadempienti:

  • diffida
  • concessione di 30 giorni per adempiere alla richiesta
  • sospensione dall’albo fino all’adempimento della richiesta

Il provvedimento ha l’obiettivo non solo di incentivare l’uso della PEC per le comunicazioni ufficiali, ma anche di dare concreta applicazione ad alcune norme confluite nel Codice dell’Amministrazione Digitale.