Prometeia: economia in ripresa a marzo 2017

Nel 2016, la crescita pro capite in Italia è stata superiore a quella di Stati Uniti, Francia e Germania.

Redazione MondoPMI
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Sono stati rivisti al rialzo i dati previsionali di marzo 2017 di Prometeia, società di consulenza e ricerca economica con sede a Bologna, che vedranno la crescita dell’economia globale passare da un +2,8% del 2016 ad un +3,3% nel 2018, a seguito della rilevazione dei più recenti dati congiunturali.

Per quanto riguarda lo scenario italiano, alla fine del 2016 il livello del PIL era inferiore di oltre 7 punti percentuali rispetto ai valori di inizio 2008, mentre in Spagna tale divario è stato ridimensionato a circa l’1%. Nell’Unione Economica e Monetaria europea (UEM) il valore del PIL 2016 si è attestato su valori superiori rispetto al 2008 del +2,4%, così come in Germania e in Francia dove ha segnato un +7,8% e +2,4%. Se preso in considerazione il solo 2016, la crescita pro capite in Italia è stata superiore a quella di Stati Uniti, Francia e Germania. Questo dato, anche se dovuto ad un lieve calo della popolazione italiana, ha portato a rivedere in positivo le stime di crescita per il Paese per il 2017 da +0,7% a +0,9% e per il 2018 da +0,8% a +0,9%).

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Relativamente al mercato del lavoro, a dieci anni dall’inizio del periodo di crisi il numero di occupati è rimasto invariato, ma con un numero inferiore di ore lavorate. Si sono registrati segnali positivi dall’offerta di lavoro femminile e degli over 55, dalla domanda di lavoro stabile e dal riorientamento dell’occupazione verso i servizi.

 

I FATTORI DI RISCHIO DI CINA E STATI UNITI

La Cina potrebbe essere un fattore di volatilità per l’economia globale nel 2018. Ad oggi la stabilità dell’economia cinese, con una crescita del PIL prevista per il 2017 del +6,5%, rassicura i mercati internazionali, anche se tale valore di crescita potrebbe essere stato fissato artificialmente dalle autorità in vista del prossimo Congresso del Partito Comunista, che si svolgerà a novembre e che potrebbe cambiare le correnti di potere.

Anche per quanto riguarda gli Stati Uniti, dopo l’euforia delle borse a seguito dell’elezione di Donald Trump, ora si fanno avanti i rischi derivanti dal non rispettare le aspettative. Per questo motivo è stata ridimensionata la previsione di crescita del Pil statunitense di 0,2 punti percentuali, chi attesterà al +2,2% per il 2017 e al +2,7% per il 2018.

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Image credit: shutterstock