Fallimenti 2015 in calo del 5%

Il report di UnionCamere mostra segnali di ripresa economica interessanti.

Redazione MondoPMI
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Fallimenti

Le imprese hanno rallentato il ricorso ai fallimenti nell’ultimo anno in controtendenza rispetto agli ultimi 4 anni. È ancora una volta l’osservatorio di UnionCamere e InfoCamere a tener traccia della situazione delle imprese del Paese; nel periodo analizzato (Gennaio – Novembre) le istanze fallimentari presentate sono state circa il 5% in meno, 12.583 contro le 13.223 dello stesso periodo del 2014.

Il risultato migliore dall’inizio della crisi – secondo il presidente di UnionCamere, Ivan Lo Bello – che indica come il sistema produttivo stia pian piano uscendo dalla grave crisi che ha colpito le imprese negli ultimi anni. La contrazione si è registrata in quasi tutte le principali forme giuridiche, ad eccezione di quelle del settore delle cooperative e consorzi. Il commercio è il settore produttivo in cui si sono registrate più chiusure in termini assoluti (3.186, circa il 25% del totale) seguito dal settore costruzioni e dall’industria manifatturiera. In termini relativi sono le aziende che operano nel settore trasporti e magazzinaggio che mostrano avere il più alto rischio economico con 3,6 procedure fallimentari ogni 1.000 imprese attive.

Nei settori più importanti del tessuto economico nazionale, hanno tirato un sospiro di sollievo le attività manifatturiere che contraggono le chiusure del 11,7% e le costruzioni al 10,3% mentre sono andate a peggiorare le proprie performance i servizi alle imprese (+9,3%) e le attività di alloggio e ristorazione (+8,6%).

Le regioni che hanno registrato più fallimenti in valori assoluti sono state la Lombardia seguita dal Lazio e dal Veneto rispecchiando i valori demografici assoluti. Resta comunque al primo posto anche in termini relativi la Regione lombarda (2,8 chiusure ogni 1.000 imprese) seguita da Toscana (2,5) e Veneto (2,4), contrariamente, i più virtuosi sono i lucani (0,8) gli aostani (1,2) e i sardi (1,3).

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