Fallimenti in calo nel 2016: -2,5% rispetto al 2015

Confermate le indicazioni del periodo gennaio - marzo.

Redazione MondoPMI
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Scende del 2,5% nel secondo trimestre del 2016, il numero di imprese che hanno dichiarato fallimento in Italia: a rivelarlo è l’Analisi dei Fallimenti in Italia, aggiornata a fine giugno 2016 e realizzata da CRIBIS D&B.

Nel secondo trimestre dell’anno, infatti, sono state 3.740 le aziende che hanno portato i libri contabili in tribunale, mentre nello stesso periodo del 2015 erano state 3.777. Si conferma anche nel periodo aprile – giugno, quindi, l’inversione di tendenza che era già stata evidenziata per il periodo gennaio – marzo, dopo anni caratterizzati da un preoccupante aumento dei fallimenti, che ha avuto il suo picco nel 2014.

Ancora lontani i livelli pre-crisi

Da inizio anno, comunque, sono 7.343 le imprese fallite, una media di 58 chiusure al giorno. Non poche, soprattutto se considerati i livelli pre crisi. Rispetto al 2009, infatti, i fallimenti sono cresciuti del 59,9%.

Il settore che ha maggiormente dovuto fare i conti con i fallimenti è quello del Commercio al dettaglio, con 2.261 casi nel corso del 2016, seguono l’Edilizia con 1.480 chiusure e l’Industria, con 1.469 imprese fallite. A chiudere la classifica è il settore dei Servizi, con 1.090 imprese che hanno portato i libri in tribunale.

Il record in Lombardia

L’analisi territoriale dei fallimenti, strettamente correlata alla densità di imprese attive nelle diverse aree del Paese, evidenzia che la regione con il maggior numero di fallimenti in Italia è la Lombardia, con 1.480 casi nel corso del 2016 è un’incidenza sul totale nazionale del 20,2%. A seguirla è il Lazio, con 866 imprese chiuse nel 2016 e un’incidenza sul totale Italia dell’11,8%. A chiudere il podio, infine, è il Veneto, con 640 casi e incidenza del 8,7%.

I segnali di ripresa evidenziati da più parti negli ultimi periodi, quindi, continuano ad essere timidi ma trovano conferma anche nei dati relativi ai fallimenti delle PMI italiane. L’obiettivo, ora, è quello di continuare ad investire in azioni positive verso le aziende affinché i numeri possano essere sempre più incoraggianti.

Image Credit: shutterstock