Fringe benefits: che cosa sono e come funzionano?

Per legge, devono essere regolarmente registrati nella busta paga del dipendente come parte del suo compenso.

Redazione MondoPMI
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cosa sono i fringe benefits

Che cosa sono i fringe benefits? Se ne sente spesso parlare ma pochi sanno esattamente di cosa si tratta e come funzionano.

I fringe benefits sono servizi erogati dall’azienda ai propri dipendenti e rientrano in un programma strutturato chiamato welfare aziendale. Vengono definiti benefici accessori alla retribuzione in quanto elementi aggiuntivi alla busta paga che vengono riconosciuti ai lavoratori per integrare il loro compenso o incentivarli ad aumentare la produttività.

CHE COSA SONO I FRINGE BENEFITS?

Per riconoscere un fringe benefit basta sapere che si tratta di un bene o un servizio fornito dall’azienda al dipendente, che si differenzia dalla solita retribuzione in denaro. L’obiettivo che l’azienda si pone, offrendo questi servizi aggiuntivi, è quello di migliorare il tenore di vita del lavoratore esonerandolo da alcune spese direttamente collegate allo svolgimento della professione, come quella del telefono cellulare, del PC, dell’alloggio, dell’automobile. Quelli appena elencati sono tutti fringe benefit che, per legge, devono essere regolarmente registrati nella busta paga del dipendente come parte del suo compenso.

COME VENGONO TASSATI I FRINGE BENEFITS?

All’interno della busta paga del lavoratore, il fringe benefit va ad aggiungersi alla retribuzione mensile e concorre alla formazione del reddito tassabile.

Secondo l’articolo 50 comma 1 del TUIR, il reddito del lavoratore dipendente comprende qualunque titolo percepito nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazione liberale. Quindi anche i benefits, essendo parte integrante della retribuzione, sono sottoposti a tassazione.

Possono verificarsi, però, dei casi eccezionali che escludono i fringe benefits dalla tassazione, ciò avviene quando i beni o i servizi ceduti non superano il valore totale di 258,23 €.

 

Banca IFIS Impresa

 

L’erogazione del fringe benefit può avvenire attraverso la stipula di un documento di legittimazione, da parte del datore di lavoro, che può essere in formato cartaceo o elettronico e deve riportare il valore nominale del servizio concesso. Il documento di legittimazione deve dare diritto ad un solo bene/servizio (a meno che il valore complessivo dei benefits concessi non superi i 258,23 €) e non può essere:

  • Utilizzato da persona diversa dal titolare
  • Monetizzato
  • Ceduto a terzi

Il valore del beneficio è deducibile per l’impresa, nei limiti di quanto disciplinato dell’articolo 100 del TUIR: tale costo, secondo la normativa, per essere deducibile deve essere inferiore al 5 x 1000 del costo del personale dipendente, risultante dalla dichiarazione dei redditi. Un caso a parte, è rappresentato dalla deducibilità dei costi per le auto aziendali, per il quale vi rimandiamo ad un altro nostro articolo.

FRINGE BENEFITS: DIVERSE TIPOLOGIE

I fringe benefits possono assumere forme e modalità di erogazione diverse:

  • Sconti, riconosciuti ai propri dipendenti dall’azienda, sui prodotti da essa commercializzati. Si pensi, ad esempio, ad una catena di supermercati che permette ai suoi lavoratori di avere uno sconto sulla spesa del 25%.
  • Buoni acquisto da utilizzare presso esercizi convenzionati (i buoni pasto sono quelli più frequentemente utilizzati).
  • Beni materiali (tra i più classici: pc, telefono, automobile, …) strumentali allo svolgimento del lavoro da parte del dipendente.

Quali sono i fringe benefits preferiti dai lavoratori? Scoprilo nel nostro articolo sui benefits aziendali più richiesti dai dipendenti.

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Image credit: shutterstock