I distretti piemontesi spingono l’economia regionale

Redazione MondoPMI
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I distretti piemontesi negli anni della crisi hanno aiutato tutta l’economia regionale a resistere. Negli anni compresi tra il 2007 e il 2014 le esportazioni hanno visto un aumento del 20%, rispetto al +14% del resto della manifattura regionale e del +9,6% del settore manifatturiero del nostro Paese.

Se analizziamo i dati riferiti al primo trimestre 2015, l’export dei distretti piemontesi ha fatto registrare una crescita del 6,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dato doppio rispetto alla media italiana e anche superiore al dato tedesco (+3,4%).

Questi dati sono stati forniti dal Monitor dei Distretti del Piemonte, creato dalla Direzioni Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo (di distretti abbiamo parlato anche in questo post). Ottimi risultati sono stati realizzati da distretti consolidati nel panorama italiano e internazionale come l’oreficeria di Valenza, i dolci di Alba e Cuneo, caffè, tessile e macchine tessili di Biella. Performance positive, in linea con la media, anche per i distretti del riso di Vercelli, i vini delle Langhe, Roero e Monferrato e il distretto dei casalinghi di Omegna. Risultati di poco negativi per il distretto dei frigoriferi industriali di Casale Monferrato, frutta e nocciola del Piemonte e rubinetteria di Cusio-Valsesia.

Ottime prestazioni sono state realizzate nei confronti di nuovi mercati di sbocco (+8,8%) come i Paesi del Golfo, Hong Kong e Lituania. Nonostante i problemi politici della Russia, c’è stato un aumento delle vendite dei dolci di Alba e Cuneo. Nei mercati “classici” l’export Piemontese è cresciuto del 5,2%, in particolare da segnalare un ottimo +18,8% realizzato con la Svizzera e +8,8% negli USA.

Questi dati dimostrano ancora una volta come le aziende che sanno fare rete e collaborare offrendo prodotti di ottima qualità riescono a crescere nonostante le difficoltà del contesto economico globale.