I principali contenuti del decreto fiscale

Redazione MondoPMI
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Il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio contiene norme su riscossione, lavoro e misure per le imprese.

Banca Ifis

Le novità su riscossione e lavoro

I due temi più importanti affrontati dal decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio riguardano la riscossione delle cartelle esattoriali e il rifinanziamento di diverse misure destinate al mondo del lavoro.

Con il decreto fiscale, il governo ha dato ulteriore tempo ai contribuenti tenuti a saldare l’importo delle cartelle esattoriali. Per chi aveva aderito al programma di rateazione delle cartelle scadute tra il 2020 e luglio 2021 è stato esteso il termine per la decadenza della rateazione, che passa da 10 rate non pagate a 18 rate. La misura permette anche a chi era già considerato decaduto dal programma di rateazione di poter riprendere il pagamento frazionato.

I contribuenti che avevano aderito alle misure di saldo e stralcio e rottamazione ter hanno poi tempo fino al 30 novembre per pagare quanto ancora dovuto. Infine, per le cartelle esattoriali notificate a partire da 1° settembre 2021 vengono dati 150 giorni di tempo per eseguire il pagamento.

Il decreto fiscale contiene anche vari provvedimenti riguardanti l’ambito lavorativo. Per venire incontro alle esigenze di imprese e famiglie sono state concesse ulteriori 9 o 13 settimane di cassa integrazione Covid ed è stata rifinanziata l’indennità di malattia INPS per i lavoratori dipendenti in quarantena. Grazie all’introduzione dei congedi Covid, inoltre, i genitori di bambini in DAD o in quarantena potranno assentarsi dal lavoro ricevendo un’indennità per i giorni di assenza.

Il decreto fiscale ha introdotto anche il rifinanziamento del reddito di cittadinanza e ha inasprito le norme di contrasto al lavoro nero. In base alle nuove regole, per poter sospendere l’attività di un’impresa è sufficiente che il 10% della forza lavoro sia irregolare.

Cosa cambia per patent box e bonus ricerca e sviluppo

Tra le novità introdotte dal decreto fiscale c’è anche una nuova versione del patent box, un sistema opzionale di tassazione dei redditi prodotti dall’uso di beni immateriali come marchi, brevetti, software, modelli, eccetera.

La novità riguarda la durata del periodo di tassazione agevolata e i vantaggi derivanti. Le imprese che sceglieranno di aderire al patent box saranno tenute a mantenere il regime agevolato per cinque periodi d’imposta, con la possibilità di rinnovare l’opzione al termine del periodo. Chi aderisce al regime patent box può beneficiare di maggiori percentuali di deducibilità di alcuni costi legati alle attività di ricerca e sviluppo.

Il decreto fiscale è intervenuto anche per dare la possibilità alle imprese che avevano richiesto il bonus ricerca e sviluppo tra gli anni d’imposta 2015 e 2019 di sanare la propria posizione in caso di irregolarità. In particolare, le imprese che avevano ottenuto un credito d’imposta per attività non qualificabili tra quelle ammissibili ai fini del bonus potranno restituire il credito indebitamente ottenuto, senza incorrere in sanzioni e senza dover pagare degli interessi. Le imprese devono semplicemente presentare un’istanza all’Agenzia delle Entrate entro il 30 settembre 2022 e provvedere alla restituzione del credito d’imposta in un’unica soluzione entro il 16 dicembre 2022 oppure in tre rate, con scadenza il 16 dicembre del 2022, del 2023 e del 2024.