Impresa: per il Censis è la burocrazia a fermarne lo sviluppo

Redazione MondoPMI
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I segnali che indicano una timida ripresa economica ci sono tutti già da qualche mese, anche se sono molto lievi, eppure fare impresa in Italia non è ancora semplice. Anzi, nella graduatoria mondiale della World Bank, l’Italia si colloca al 56° posto su 165 Paesi per facilità di fare impresa.

A citare questo dato poco incoraggiante è un rapporto Censis sulle maggiori difficoltà che gli italiani incontrano nell’apertura di nuove aziende.

Non stupisce poi più di tanto trovare la burocrazia statale inefficiente come principale zavorra per chi vuole avviare un’attività economica, identificata come tale dal 19,9% degli imprenditori italiani. Nel Belpaese, infatti, sono necessari 233 giorni per ottenere un permesso edilizio per la costruzione di un capannone, con un costo per le procedure burocratiche che arriva a pesare il 4% del valore stesso dell’investimento. Per allacciarsi alla rete elettrica, invece, in Italia sono necessari in media 124 giorni contro i 28 della Germania, i 79 della Francia e gli 85 della Spagna. Per fare un confronto con il resto dell’Europa, soltanto l’8,5% degli imprenditori lamenta la lentezza dell’apparato burocratico nel Regno Unito, l’8,9% in Germania, il 10,3% in Francia.

Al secondo di questa particolare classifica si colloca poi l’eccessivo carico fiscale, individuato dal 18,7% degli imprenditori italiani rispetto al 10,9% dei loro colleghi tedeschi, al 12,8% degli inglesi e degli spagnoli. Secondo il Censis, infatti, “le imprese in regola con le tasse in Italia dedicano in media 269 ore all’anno (circa 34 giorni) agli adempimenti necessari per pagare le imposte, contro 110 ore necessarie nel Regno Unito, 137 in Francia, 218 in Germania. E sono sottoposte a un carico fiscale che è pari complessivamente al 65,4% dei profitti realizzati”. A pesare particolarmente in questa quota sono soprattutto le imposte sul lavoro, che raggiungono il 43,4% del totale dei profitti.

Il terzo grande peso che fa da zavorra alla spinta imprenditoriale italiana risulta essere la corruzione. Secondo l’indice di Transparency International, infatti, l’Italia si posiziona al 69° posto su 175 Paesi per corruzione pubblica percepita, ultima tra i Paesi europei insieme a Grecia, Bulgaria e Romania.

In definitiva, quindi, lo studio del Censis sfata il mito secondo cui la principale difficoltà relativa al fare impresa sia l’imposizione fiscale, bensì è la burocrazia ostacola l’impresa più di quanto non lo facciano le tasse. E forse è il caso di iniziare seriamente a pensare a come risolvere questa situazione ed invertire questa triste tendenza.