Imprese al femminile: nel terziario sono 7 su 10

Le più intraprendenti vivono soprattutto al centro-sud.

Redazione MondoPMI
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Le donne? Sono il motore della ripresa! Lo conferma un’indagine sull’evoluzione delle imprese al femminile nel Terziario realizzata da Terziario Donna Confcommercio in collaborazione con Censis.

Secondo l’analisi, infatti, dal 2010 al 2015 l’incidenza delle imprenditrici donne sul numero totale di imprenditori è cresciuta dal 29,9% al 30,3%. Tra le titolari d’impresa di sesso femminile, ben 7 su 10 sono attive nel terziario ed evidenziano una migliore capacità di resistenza alla contrazione della base imprenditoriale rispetto ai colleghi maschi.

Al centro-sud le donne sono più intraprendenti

A livello territoriale, va segnalata una generale omogeneità nella diffusione delle imprese guidate da donne, con variazioni minime che vanno dal 29,5% del Nord-Est al 31,3% del Centro. In tutte le aree, è stata registrata una moderata ma significativa crescita nel numero di imprenditrici attive negli ultimi 5 anni, con un +1% a Nord-Est, +0,5% a Nord-Ovest e 0,3% al Centro.

Approfondendo l’analisi sui dati provinciali, si evidenzia che la stragrande maggioranza di imprenditrici si trova al Centro-Sud, con Avellino e Benevento a guidare la classifica con, rispettivamente, il 38,3% e il 37,2% di imprenditrici, seguite da Frosinone con il 37,1%, Grosseto con il 36,4%, Isernia con il 36,2%, La Spezia con il 35,1% e Chieti con il 35%.

Nel sociale fanno la differenza

Analizzando i dati relativi ai settori di attività, poi, emerge che la presenza femminile è preponderante soprattutto nelle imprese attive nel mondo dei servizi, dove l’incidenza dell’imprenditoria femminile è pari al 35,6% sul totale degli imprenditori. Si attestano al 31,3%, poi, i valori relativi al settore dell’agricoltura e al 28,2% quelli relativi all’industria. Scendendo nel dettaglio delle attività appartenenti al terziario in cui le donne sono più attive, i settori a storica presenza femminile sono quelli a rivestire il ruolo di protagonisti, cioè la sanità e assistenza sociale, con 58,3% di imprenditrici sul totale, e l’istruzione, con il 44%. Non mancano, comunque, settori emergenti in cui le imprese femminili stanno iniziando ad affermarsi, come le attività immobiliari, con il 44,8% di imprenditrici sul totale, quelle dei servizi di supporto alle imprese, con il 34,9%, e quelle assicurative e finanziarie, con il 30%.

Nonostante i dati risultino molto positivi e raccontino le storie di donne che ce l’hanno fatta, rimane comunque evidente che, in Italia, le difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia continuano a rendere l’imprenditoria un’opzione meno attrattiva per le donne che per gli uomini. La speranza, è che nei prossimi anni non manchino gli interventi volti a favorire una maggiore presenza femminile nel mondo dell’imprenditoria, affinché il contributo delle donne alla ripresa economica dell’Italia possa essere sempre più importante e consistente.

Image Credit: shutterstock