Imprese sostenibili: il caso Nestlé

La sostenibilità è ormai diventata per le imprese un elemento di vantaggio competitivo, che attira un numero crescente di investitori, clienti e consumatori.

Redazione MondoPMI
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Essere sostenibili si può, lo dimostra il gruppo Nestlé che, a partire dal 2019, ha dato il via ad un piano di investimenti della durata di tre anni. La multinazionale di origini svizzere, che comprende marchi italiani come San Pellegrino, Perugina, Buitoni e Purina, ha stanziato 150 milioni per investimenti negli ambiti delle tecnologie, dell’innovazione e della digitalizzazione per una maggiore sostenibilità dei processi produttivi.

 

Banca Ifis

 

Nell’ultimo triennio, Nestlé ha già investito 200 milioni di euro per l’ammodernamento dei suoi dieci stabilimenti, ma la sua corsa verso la tutela dell’ambiente e della salute dei suoi consumatori non termina qui. Il gruppo ha annunciato, infatti, che lancerà nuovi prodotti più salutari e una serie di alimenti a base vegetale, sostitutivi della carne.

PACKAGING RICICLABILE E LA SOTTOSCRIZIONE ALLO EUROPEAN PLASTICS PACT

La multinazionale è impegnata a livello globale anche sul fronte della riduzione dell’uso della plastica: entro il 2025, prevede di rendere tutti i suoi imballaggi 100% riciclabili ed ecologici, e ha stanziato 1,5 miliardi per sviluppare packaging completamente sostenibili. Risale al 6 marzo la sottoscrizione di Nestlé allo European Plastics Pact, emanato da Francia e Paesi Bassi, con un unico obiettivo: accelerare la transizione verso un’economia circolare della plastica. Gli obbiettivi del patto prevedono:

  • Una riduzione di almeno il 20% di prodotti e imballaggi in plastica vergine
  • L’aumento della capacità di raccolta e riciclo degli imballaggi in plastica di almeno il 25%
  • L’aumento dell’uso della plastica riciclata negli imballaggi di almeno il 30%

RIDUZIONE DEI GAS SERRA DEL 35% ENTRO IL 2020

A partire dal 2015, il colosso ha ridotto del 29% i consumi energetici per tonnellata di prodotto, mentre la quantità di rifiuti generati dagli stabilimenti è scesa del 62% grazie a nuovi sistemi per il riciclo, compostaggio e recupero di energia. Questi progressi hanno concesso a Nestlé di conquistare leadership nella categoria “dimensione ambientale” degli indici di sostenibilità di Dow Jones, ottenendo un punteggio di 99 su 100.

Non solo. Il gruppo è anche riuscito nell’intento di ridurre del 42,7% le emissioni dirette di gas serra per tonnellata di prodotto, con un conseguente abbattimento delle emissioni in termini assoluti del 14%. Il nuovo obiettivo di Nestlé per il 2020 è di ridurre del 35%, rispetto al 2010, le emissioni di gas serra generate dalle attività produttive, per limitare il riscaldamento globale.

USO EFFICACE E RESONSABILE DELLE RISORSE NATURALI

Nestlé coinvolge non solo le sue aziende, ma anche i suoi partner nel metodo del “ciclo di vita del prodotto”, al fine di ridurre al minimo l’impatto ambientale dei prodotti e delle attività. Il suo scopo è quello di usare le risorse naturali in modo efficace, di favorire l’uso di risorse rinnovabili ed arrivare a “zero scarti”. In questo modo, intende fare dei propri marchi un simbolo di sostenibilità ambientale.

ESSERE SOSTENIBILI SI PUÒ, ANCHE IN AZIENDA

Non tutte le imprese sono multinazionali, e non tutte dispongono del budget di Nestlé. Essere sostenibili, però, non richiede necessariamente grandi investimenti di denaro. Studiare modalità di produzione che riducano al minimo gli scarti o che prevedano un loro riutilizzo, è già un primo passo verso un’attività più ecologica e vicina all’ambiente. Anche adottare la raccolta differenziata in azienda, optare per sistemi di illuminazione a basso consumo, e sensibilizzare il proprio personale verso tematiche come il risparmio energetico può fare la differenza. Scegliere, poi, di rivolgere la produzione verso prodotti green ed ecologici consentirà di incontrare la domanda di quella fetta sempre più ampia di consumatori consapevoli e attenti alla tutela ambientale.

La sostenibilità è ormai diventata per le imprese un elemento di vantaggio competitivo, che attira un numero crescente di investitori, clienti e consumatori.