Imprese: tassi sofferenze del pre-crisi solo nel 2018

Ma il 2016 ha visto migliorare tutti i settori economici.

Redazione MondoPMI
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I tassi di ingresso in sofferenza si sono ridotti nel 2016 ma il livello pre-crisi è distante almeno un anno ancora. Lo comunica l’outlook congiunto di ABI e Cerved proprio sulle nuove sofferenze delle imprese pubblicato ieri, che elabora stime e previsioni per 64 cluster di società non finanziarie italiane.

Il 2016 è stato il primo anno dall’inizio della crisi durante il quale i tassi di ingresso in sofferenza per le imprese si sono ridotti in tutti i settori economici, e il miglioramento proseguirà in maniera anche più accelerata per il biennio 2017-2018.

Si teme per il sud

Se la crescita è diffusa su buona parte del territorio, persistono ancora le difficoltà per le società del meridione che non mostrano segni di ripresa rimanendo sui livelli critici del 2015. Con i dati della Banca d’Italia è stato osservato come il deciso calo dei flussi di prestiti deteriorati nel 2016 abbia riavvicinato i livelli pre-crisi. Questo fenomeno è stato favorito dalla netta diminuzione dei crediti che le banche devono classificare come “inadempienze probabili” o “creduti scaduti”. Anche le nuove sofferenze si sono ridotte anche se con un passo decisamente inferiore tenendo lontani i numeri del 2008.

Il tasso di ingresso in sofferenza per le società non finanziarie si è attestato a giugno dell’anno passato al 3,9% in calo dello 0,5% rispetto al 2015 e quasi un punto meno del punto più basso raggiunto a fine 2013. Per il primo anno dall’inizio della crisi, questo miglioramento riguarda tutti i settori dell’economia ma non tutte le aree geografiche: nel Mezzogiorno il tasso è atteso al 5,2%, lo stesso livello dell’anno precedente, mentre nel resto della Penisola tra 2015 e 2016 i tassi si sono ridotti di 2-3 decimi percentuali.

A fine 2018 si tornerà al pre-crisi

I modelli Abi-Cerved – in base a uno scenario che prevede una crescita per l’economia italiana dello 0,9% nel 2017 e dell’1,2% nel 2018 – indicano che il tasso di ingresso in sofferenza per le società non finanziarie dovrebbe ridursi dal 3,6% (fine 2016) al 3% nel 2017, per poi diminuire ulteriormente al 2,5% nel 2018. In base alle previsioni, i cali saranno più accentuati per i segmenti più rischiosi: microimprese, società edilizie e meridionali, che ridurranno il divario di rischio ma manterranno tassi ben più elevati rispetto alla media. A fine 2018, al termine dell’esercizio di previsione, medie, grandi e società industriali saranno tornate a tassi di ingresso in sofferenza vicini a quelli pre-crisi.

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Image Credit: shutterstock