In Italia 176.000 imprese a rischio usura

Redazione MondoPMI
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La CGIA stima che le imprese insolventi a rischio usura sono in crescita, specialmente al sud.

Banca Ifis

Aumentano le imprese in difficoltà

Il numero di aziende che stanno affrontando una situazione di crisi di liquidità è in aumento, anche in conseguenza della crisi legata alla pandemia. Secondo la CGIA, le difficoltà finanziarie si riflettono direttamente sul rischio che le imprese incappino nell’usura.

Le rilevazioni condotte dalla CGIA ci dicono che le imprese a rischio usura sono attualmente circa 176.000. Di queste, una su tre ha sede al sud, metà delle imprese è distribuita tra il centro e il nord ovest e il 17% del totale ha sede del nord est. In numeri assoluti, le imprese in difficoltà si concentrano maggiormente nelle città più grandi. A Roma le imprese insolventi sono circa 13.000, a Milano si sfiora quota 10.000 e sono notevoli anche i numeri delle imprese in difficoltà a Napoli (8.000) e a Torino (6.000).

I dati elaborati dalla CGIA fanno riferimento al numero di imprese che sono state iscritte alla Centrale Rischi della Banca d’Italia. L’iscrizione nel database certifica una situazione di insolvenza e preclude a queste imprese la possibilità di ottenere finanziamenti da parte di banche e istituti finanziari. In particolare, queste imprese non possono accedere ai finanziamenti assistiti da garanzie pubbliche, come quelli in cui è previsto l’intervento del Fondo di garanzia per le PMI o quelli in cui interviene la garanzia SACE.

Di fronte al bisogno di liquidità delle imprese, dunque, aumenta il rischio che ci si rivolga agli usurai per ottenere finanziamenti in modo illegale. La CGIA lancia l’allarme anche in vista della ripresa dell’attività di riscossione e di notifica delle cartelle esattoriali, che potrebbe peggiorare la situazione di imprese già in difficoltà.

L’importante ruolo svolto dal Fondo di prevenzione dell’usura

Oltre al numero delle imprese in situazione di insolvenza, stanno aumentando anche le denunce di usura. Nel 2020 sono state 222 le denunce presentate, in crescita del 16% rispetto all’anno precedente. Sebbene le cifre siano ancora contenute, è comunque un segnale che bisogna intervenire tempestivamente per evitare un allargamento del fenomeno.

La CGIA auspica che il governo aumenti le risorse destinate al finanziamento del Fondo di prevenzione dell’usura. Dal 1998 il fondo ha finanziato migliaia di imprese e di famiglie in difficoltà, elargendo prestiti per un importo medio, rispettivamente, di 50.000 euro per le PMI e di 20.000 euro per i privati.

Il fondo opera sostenendo i Confidi che fanno da garanti per l’erogazione di prestiti bancari o tramite il supporto a fondazioni e associazioni antiusura riconosciute dal MEF. Attraverso il sostegno ai Confidi, in circa 20 anni è stato possibile erogare finanziamenti alle imprese per circa 2 miliardi di euro.