Indici ISA: cosa sono e a cosa servono

Gli indici ISA sono stati introdotti con l’obiettivo di instaurare un rapporto più collaborativo tra i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate.

Redazione MondoPMI
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Introdotti dall’anno d’imposta 2018, gli indici ISA valutano l’affidabilità dell’impresa. Ecco come funzionano.

 

Cosa sono gli indici di affidabilità?

Gli Indicatori Sintetici di Affidabilità, più conosciuti come indici ISA, sono degli indicatori che danno un giudizio sull’affidabilità e la coerenza dei dati presentati all’Agenzia delle Entrate.

Esistono due diversi indici, l’indice di affidabilità e quello di anomalia. Entrambi sono costruiti usando un metodo statistico-economico che tiene conto di informazioni e dati di natura economica, contabile e strutturale. Nel calcolo degli indici si tiene conto della storia del contribuente e dell’analisi complessiva dei dati forniti, oltre a valutare eventuali discontinuità con il passato.

Gli indici possono assumere un valore compreso tra 1 e 10. Maggior è il valore assunto dagli indici, più l’azienda è considerata affidabile.

Gli indicatori di affidabilità sono stati introdotti in Italia a partire dall’anno d’imposta 2018 in sostituzione degli studi di settore e sono disciplinati dal D. Lgs. 50/2017.

 

Banca Ifis

 

I vantaggi legati agli indici ISA

Gli indici ISA sono stati introdotti con l’obiettivo di instaurare un rapporto più collaborativo tra i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate. Attraverso l’uso di questi indicatori è infatti possibile individuare eventuali anomalie nelle dichiarazioni e sanarle prima che si arrivi a un accertamento fiscale. Uno degli scopi di questo strumento di tax compliance è favorire l’emersione spontanea dei redditi imponibili.

Per le imprese e i professionisti che sulla base degli indici ISA sono giudicati affidabili sono stati previsti diversi vantaggi. I benefici sono riservati a chi presenta indicatori con valori superiori a 8 e consistono in:

  • esclusione da alcune forme di accertamento fiscale;
  • riduzione dei tempi entro i quali si può ricevere un accertamento fiscale;
  • esonero dall’obbligo di apporre il visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta.

Gli indici ISA vanno compilati e inviati all’Agenzia delle Entrate insieme al modello di dichiarazione dei redditi. Sono tenuti a compilare gli indici ISA le imprese e i professionisti che operano in uno dei settori individuati dal D. Lgs. 50/2017, tra cui l’agricoltura, il commercio, la manifattura e i servizi.

Sono invece esclusi dalla disciplina degli indici ISA le imprese e i professionisti che hanno avviato o cessato l’attività nell’anno d’imposta considerato, chi rientra in uno dei regimi agevolati e chi ha superato i limiti massimi di fatturato individuati per il proprio settore di appartenenza. Il legislatore ha previsto anche altre cause di esclusione riferibili al tipo di attività svolta (ad esempio i tassisti o chi esercita attività di noleggio con conducente, ma anche le cooperative e i consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese associate o dei soci).