Industry 4.0: ecco come sarà la manifattura nel 2030

Redazione MondoPMI
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È stato pubblicato nelle scorse settimane da Roland Berger, la società di consulenza dei governi tedesco, francese e italiano, il rapporto Industry 4.0 che analizza i trend dell’industria manifatturiera degli ultimi 15 anni per capire come sarà il settore nel 2030.

Secondo l’analisi, infatti, se 15 anni fa i paesi più industrializzati erano anche quelli in cui era focalizzato l’80% del valore aggiunto della produzione, ciò non vale più al giorno d’oggi, perché il 40% del valore aggiunto manifatturiero ora appartiene ai paesi emergenti. Si stima, però, che nei prossimi 15 anni la tendenza cambierà ulteriormente, riportando i paesi tradizionalmente industrializzati ai vertici della manifattura grazie alla digitalizzazione e all’innovazione.

Perché questo sia possibile, comunque, serviranno investimenti significativi. Si stima, infatti, che l’Europa dovrà investire ben 1.300 miliardi di euro nei prossimi 15 anni, vale a dire 90 miliardi di euro all’anno, per tornare ad essere uno dei grandi colossi della manifattura mondiale e tornare alla quota del 20% del valore aggiunto della produzione manifatturiera che aveva prima di questa grande crisi economica.

Anche per l’Italia si preannuncia un futuro di investimenti indispensabili per poter far parte dell’evoluzione della manifattura, che Roland Berger chiama appunto Industry 4.0, cioè 15 miliardi all’anno nei prossimi 15 anni. Si tratta senza dubbio di una somma importante, ma il suo investimento darà la possibilità alla nostra economia di acquisire e mantenere un sostanzioso vantaggio competitivo.

La digitalizzazione dell’industria, comunque, ricoprirà un ruolo importantissimo anche nella crescita dei posti di lavoro nel settore manifatturiero. Si stima, infatti, che entro il 2030 il numero di lavoratori del comparto industriale salirà dai 25 milioni del 2011 ai 31 della fine del prossimo decennio, con sei milioni di posti di lavoro in più.

Perché questo sia possibile, comunque, sarà indispensabile riuscire a sviluppare politiche comuni a livello europeo che riescano a difendere e a rafforzare la competitività e la capacità di investimento.