Istat: aumenta il lavoro dipendente

Soprattutto al Sud, calano gli inattivi e i neet.

Redazione MondoPMI
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All’interno di un quadro generale che mostra in questo 2016, soprattutto nel secondo trimestre, difficoltà diffuse, sono stati pubblicati i dati Istat sull’occupazione nel Paese e le notizie sono positive.

Il sistema produttivo italiano continua ad aver bisogno di forza lavoro nonostante la stabilità del PIL, sono infatti 189mila gli occupati in più rispetto al primo trimestre dell’anno. Analizzando il confronto con l’anno scorso la crescita è ancora più palese: i posti di lavoro sono aumentati di 439 mila unità, oltre la metà dei quali (223mila) sono stati destinati a giovani Under 35.

Se i dati sull’occupazione crescono, diminuisce (fortunatamente) il numero dei giovani che non sono impegnati nello studio, né nel lavoro, sono infatti ben 252mila in meno rispetto all’ultima rilevazione.

L’occupazione cresce sia nell’industria che nel settore dei servizi (rispettivamente +0,4% e +0,6%), i posti vacanti diminuiscono del -0,1% in termini congiunturali mentre su base annua si registra una stabilità diffusa. È il lavoro dipendente che traina la ripresa occupazionale, anche se a ritmi alterni per tutte le tipologie di contratto: gli indeterminati crescono dello 0,3% i contratti a termine del 3,2%.

Il sud accelera

Con un +1,4% è il Mezzogiorno a segnare i risultati migliori di questo periodo. Risalendo la penisola scendono i valori: al Centro (+0,8%) e al Nord (+0,6%) la crescita è positiva anche se in tono minore. Come detto in precedenza sono positivi i segnali che arrivano dall’occupazione giovanile della fascia 18-34 (+0,8%) e per gli Over 50 (+0,6%).

Nel periodo analizzato dall’istituto di ricerca sono aumentate le transizioni verso il lavoro a tempo indeterminato soprattutto per i soggetti con contratto a termine e per i collaboratori. Nelle imprese la crescita è meno intensa sia per per le posizioni lavorative occupate che per le ore lavorate da ciascun dipendente. Diminuisce infine il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni: le ore scendono da 17,7 a 12,5 per mille ore lavorate.

Image Credit: shutterstock