La manifattura torna a trainare l’export italiano

Veneto e Piemonte le regioni più virtuose, e anche i distretti industriali volano

Redazione MondoPMI
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Il Made in Italy è un marchio che negli anni ’80 e ’90 ha fatto la fortuna di moltissime aziende italiane che lavoravano con l’estero, ma negli ultimi anni, a causa della crisi le esportazioni avevano incontrato un periodo di rallentamento.

Oggi, invece, la situazione sembra andare lentamente migliorando. Il monitor dei distretti, infatti, ha reso noto i dati relativi al secondo trimestre del 2015 da cui risulta che tra aprile e giugno, l’export ha sfondato quota 23 miliardi di euro, 1,5 miliardi in più rispetto allo stesso periodo de, 2014.

A livello percentuale, si tratta di una crescita tendenziale del 7%, che segna il 22esimo trimestre positivo consecutivo e che allontana, almeno un po’, lo spettro della crisi economica che ha messo in ginocchio moltissime PMI.

A trainare questa ripresa sono i distretti industriali che compongono il settore manifatturiero, soprattutto nel Veneto. All’ombra della Serenissima, infatti, l’export vale 5 miliardi a trimestre con una crescita del +10%. A seguirlo c’è il Piemonte con un ottimo +20% e quasi 2 miliardi di export. Al sud, invece è l’agro-alimentare a trainare la crescita con un +14%, rispetto all’anno precedente ed esportazioni per il valore di 1,5 miliardi.

Il monitor dei distretti evidenzia poi che i segnali più incoraggianti arrivano dal settore della moda, i cui distretti hanno fatto registrare il +8%, e dai distretti che si occupano di prodotti e materiali da costruzione con il +9,8%. Seguono poi il settore del mobile con un significativo +6,4% e quello della meccanica con +4,6%.

I singoli distretti che hanno fatto registrare le migliori performance in quanto a volumi di crescita delle esportazioni sono, in particolare, il Distretto Orafo di Valenza con 557 milioni di esportazioni pari al + 78%, l’occhialeria di Belluno con 797 milioni e + 15,7%, la concia di Arzignano con 641 milioni e + 14,5%, e le piastrelle di Sassuolo con 865 milioni e + 9,7%.

La manifattura italiana, quindi, può tirare un timido sospiro di sollievo e recuperare ancora un po’ di fiducia verso il futuro. È stata dura, ma a quanto pare si vede la luce in fondo al tunnel!