La produzione industriale piemontese riprende quota

Dopo i primi tre mesi stabili, la manifattura riprende quota

Redazione MondoPMI
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Il tessuto industriale piemontese gode di ottima salute e si spinge oltreconfine per guadagnare mercato.

Questo è il sunto della 175ª “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” presentata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli Uffici studi delle Camere di Commercio provinciali, che ha coinvolto 1200 imprese, per un totale di circa 96000 addetti e con un fatturato totale di 50 miliardi di Euro.

L’indice generale della crescita della produzione industriale regionale fa segnare un aumento del 2,2% rispetto al trimestre aprile – giugno 2014; segnale molto importante alla luce della sostanziale stabilità registrata nei primi tre mesi dell’anno. Se si considera, poi, che il trimestre corrispondente dell’anno scorso ha visto la crescita del +4,2%, questi dati sono da prendere come indici molto positivi che fanno ben sperare anche per il semestre in corso.

I settori industriali che hanno dato la scossa a tutta l’economia della regione sono il chimico – plastico con un +5,1% il meccanico e l’elettronico entrambi con segno positivo (+4,4%, +4,2%), di conseguenza sono soprattutto le aziende con più di 250 addetti a beneficiare della ripresa. A livello territoriale tutte le provincie fanno segnare andamenti positivi; la provincia di Cuneo è quella più virtuosa con un +4,4% seguita da Verbano Cusio Ossola e Asti.

Nonostante il rallentamento dei Paesi del BRIC e gli scossoni economici che provengono dalla Cina, gli ordinativi (+2,4%) e il fatturato (+4,4%) verso l’estero vanno bene, segno che è ritornata l’appetibilità dei prodotti della manifattura piemontese e italiana più in generale. Il trend che l’export fa segnare, l’incremento degli investimenti e il calo della CIG sono degli indicatori che sommati gli uni con gli altri fanno apparire l’industria piemontese in buono stato dopo anni di difficoltà.